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Agrigento, sacerdote pestato: uno rinuncia alla messa alla prova, un altro offre 500 euro

Un imputato rinuncia alla richiesta della messa alla prova, un secondo spera ancora. Sulla posizione di quest’ultimo a pronunciarsi sarà il giudice del Tribunale di Agrigento, Andrea Terranova, davanti al quale si celebra il processo scaturito dall’aggressione ad un sacerdote intervenuto per sedare una rissa, prima però verrà sentito lo stesso parroco, mentre le altre persone aggredite non hanno accettato il risarcimento del danno proposto dall’imputato.

Gli imputati sono: Giuseppe Contrino, 34 anni; Nizan Bhiri, 33 anni; Salvatore Capraro, 30 anni; Silvestre Giovanni Russo, 29 anni; Stefano Davide Burgio, 35 anni; Angelo Caparezza, 24 anni; e Gabriele Minio, 30 anni; tutti di Agrigento. Vengono contestati i reati di danneggiamento e lesioni aggravate. Il collegio degli avvocati Fabio Inglima Modica, Giovanni Gallo Afflitto, Daniele Re, Carmelita Danile, Ninni Giardina e Salvatore Bruccoleri.

Stefano Davide Burgio ha rinunciato alla messa alla prova. Contrino, invece, ha detto di essere disoccupato, ma ha offerto 500 euro, da pagare a rate da 100, ma le persone offese hanno rifiutato. Il processo è stato rinviato per consentire al giudice di valutare la messa alla prova del 34enne, subito dopo sarà aperto il dibattimento, con le testimonianze delle vittime.

L’episodio si verificò al Quadrivio Spinasanta. Un gruppo di giovani aveva preso di mira un bar, distruggendo vetrate, sedie e altri oggetti, mentre picchiavano a calci e pugni il fratello del titolare, e una donna che si trovava all’interno. Don Mario Sorce, era intervenuto per sedare gli animi, ma a sua volta venne picchiato.

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