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Mafia, inchiesta “Montagna”. Ex sindaco intercettato in carcere cerca aiuto di parlamentare

Il sostituto procuratore della Dda di Palermo Alessia Sinatra, ha depositato otto nuove conversazioni, intercettate all’interno del carcere “Pagliarelli” di Palermo, tra l’ex sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella, e alcuni suoi familiari.
L’ex primo cittadino avrebbe chiesto di rintracciare il numero (telefonico?) di Marinello “che in qualche modo potrebbe arrivare a lui”, fornendo la data dell’udienza al Tribunale del Riesame, del 16 marzo. Di Marinello, ex parlamentari, la provincia di Agrigento ne conta più di uno.

Il processo, scaturito dall’operazione antimafia “Montagna”, è in corso di svolgimento col rito ordinario davanti i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento. Sabella deve rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa.
Nell’ultima udienza sono stati sentiti un imprenditore, e Rosalba Di Piazza, costituita parte civile, avversaria di Sabella nell’ultima tornata elettorale, in cui Sabella fu eletto sindaco di San Biagio.

Sul banco degli imputati oltre a Santo Sabella, siedono Giuseppe Scavetto, 49 anni, di Casteltermini, Domenico Lombardo, 25 anni, di Favara, Salvatore Montalbano, 25 anni, di Favara, Calogero Principato, 26 anni, di Agrigento, e Antonio Scorsone, 53 anni di Favara. Si torna in aula il 19 dicembre.

L’ex primo cittadino – secondo l’accusa – sarebbe stato eletto anche con i voti della mafia, stringendo accordi con due esponenti della locale famiglia, garantendo loro agevolazioni nella gestione degli appalti pubblici banditi dal Comune.

E’ accusato anche di avere messo in guardia il presunto capo della famiglia mafiosa di San Biagio Platani, Giuseppe Nugara, di 52 anni, dai controlli presenti in paese anche tramite un sistema di telecamere, invitandolo a non intrattenere rapporti con uno dei carabinieri in servizio presso la locale Stazione “devi stare attento, è pericoloso, devi stare attento a parlarci”.

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