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Repubblica: “Da Canicattì a Milanello, il volo in rossonero di Michele Lo Curto”

L’edizione odierna de “La Repubblica” si sofferma su Michele Lo Curto, terzino classe 2002 dell’under 18 del Milan. Nato a Canicattì, ma di Campobello di Licata, Michele è cresciuto nel settore giovanile del Santa Sofia, scovato dall’agente Virzi: «Era il 2014 – ricorda il procuratore catanese – quando in occasione di un incontro tra Sancataldese e Santa Sofia non ho potuto fare a meno di notare Michele. Dopo la partita ho conosciuto la sua famiglia e abbiamo deciso di iniziare un percorso assieme». Michele frequentava la terza media a Campobello di Licata e nel frattempo il suo procuratore lo portava in giro per l’Italia a fare provini: «In un anno è stato visionato da Juventus, Atalanta, Empoli e Genoa – racconta Virzi – e tutte e quattro le squadre fecero carte false per averlo. Alla fine, con la famiglia abbiamo pensato che l’Atalanta potesse rappresentare per lui un percorso di crescita ideale, ma qualcosa non andò secondo i piani». L’Atalanta, infatti, decise in extremis di non tesserarlo dopo che Michele si era già iscritto a scuola a Bergamo, mentre Juventus, Genoa e Empoli avevano finito le deroghe per tesserare calciatori di altre regioni. In quel momento al ragazzo crollò il mondo addosso. Fu il Cesena di Luigi Piangerelli e Rino Foschi a farsi avanti per accaparrarselo. In Emilia Romagna Michele ha disputato due stagioni, prima con la formazione Under 15 e poi con l’Under 16, e l’impatto è stato devastante a tal punto da riaccendere su di lui immediatamente i riflettori delle big italiane. Nell’estate del 2018 a Gianluca Virzi è squillato il telefono: erano Mario Beretta, ex coordinatore del settore giovanile del Milan, e Angelo Aiello, responsabile dell’area scouting. Così Michele prese il volo per Milanello. Anche l’Inter ha contattato il procuratore catanese per Lo Curto. Ma era troppo tardi, perché il giovane aveva già firmato un contratto triennale con i rossoneri. Un’emozione indescrivibile, come ricorda il giovane: «Ero incredulo – racconta Michele – sono stato catapultato in una realtà enorme. Ero felice per me e soprattutto per i miei genitori che hanno sempre fatto tantissimi sacrifici per assecondare la mia passione». Papà Enzo fa l’agricoltore, mamma Francesca tifa per il suo campione e lo sostiene quotidianamente, così come la sorellina Amanda di 9 anni. L’impatto con Milanello è stato sfortunato per Michele che dopo tre partite ha subito un brutto infortunio alla spalla, ma la società ha dimostrato di crederci a tal punto che una volta rientrato a pieno regime gli ha chiesto di aggregarsi alla prima squadra dell’allora tecnico Rino Gattuso. Pronti e via, alla prima partitella il giovane si mette subito in luce con un perfetto assist per il centravanti polacco Piatek. «Una gioia immensa per me – dice Virzi – Deve continuare a lavorare duramente per crescere. Michele può contare su una famiglia d’oro, davvero d’altri tempi». «Mantengo i piedi ben saldi per terra perché la mia famiglia mi ha sempre trasmesso sani principi e valori – conclude il giovane esterno mancino – tra cui lo spirito di sacrificio e l’umiltà. Il mio sogno nel cassetto? Esordire in serie A con la maglia del Milan. Spero di diventare anche un esempio positivo per i miei coetanei siciliani, perché non bisogna mai dimenticare da dove si è partiti e non bisogna mai arrendersi alle prime difficoltà». E quando gli chiedono chi è il suo idolo lui non ha dubbi: «Io il mio idolo ce l’ho in casa. Ovviamente Paolo Maldini, sia umanamente che calcisticamente».

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