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Mafia, inchiesta “Montagna”: Gerlando Valenti lascia il carcere

Il Gip del Tribunale di Palermo, Marco Gaeta, in accoglimento dell’istanza avanzata dai difensori, gli avvocati Angela Porcello (nella foto) e Nico D’Ascola, ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, a carico di Gerlando Valenti, 46 anni, di Favara, già condannato nello stralcio in abbreviato (35 condanne, per un totale di oltre tre secoli di carcere, e 19 assoluzioni) nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta antimafia “Montagna”, che il 22 gennaio del 2018, ha sgominato le nuove famiglie mafiose della provincia di Agrigento.

La posizione di Gerlando Valenti, era già stata trattata positivamente in esito al processo, atteso che era stato assolto da vari episodi estorsivi, che gli venivano contestati, e l’imputazione del reato di associazione mafiosa di cui all’art. 416 bis, è stata riqualificata in quella di concorso esterno, tanto che alla richiesta di pena del Pubblico ministero di
anni 15 di reclusione, è seguita quella della condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione, e la possibilità, di chiedere una misura più gradata di quella carceraria, che è stata concessa.

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