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Porto Empedocle, trasferiti migranti. Quattro arresti della squadra Mobile

Dopo gli sbarchi dei giorni scorsi a Lampedusa, quasi 80 migranti, molti dei quali minori, ma anche donne, dall’hotspot di contrada “Imbricola” sono stati condotti al porto di Porto Empedocle, a bordo del traghetto di linea. Presi in consegna dalla polizia di Stato sono stati accompagnati nelle strutture di Agrigento, Caltanissetta e Trapani. Quattro migranti sono stati prelevati e tratti in arresto dal personale della squadra Mobile di Agrigento.

Tutto quanto dopo una scrupolosa attività di indagine che, attraverso una mirata analisi del carteggio acquisito, ha consentito di accertare la condotta delittuosa degli indagati. Si traeva in arresto B.A.O., 25 anni, di nazionalità tunisina, destinatario di decreto di respingimento emesso dal Questore di Agrigento, con divieto di reingresso nel territorio italiano e nell’area Schengen prima che siano decorsi 3 anni dalla data del suo effettivo allontanamento dal territorio nazionale, con accompagnamento alla frontiera e B.Z.H., anche lui di nazionalità tunisina, 36 anni, destinatario di decreto di espulsione emesso dal Prefetto della Provincia di Agrigento, con divieto di reingresso nel territorio nazionale per la durata di anni cinque dal suo effettivo allontanamento. Entrambi sono ritenuti responsabili del reato di reingresso illegale nel territorio nazionale, poiché destinatari di decreto di espulsione rientravano in Italia, entro i previsti 5 anni dal loro effettivo rimpatrio. Gli arrestati, dopo le formalità di rito venivano trattenuti presso le camere di sicurezza di questa Questura in attesa dell’udienza di convalida.

Inoltre, sempre nella giornata di ieri, gli agenti della squadra Mobile di Agrigento hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Firenze a carico di B.R., 35 anni, cittadino di nazionalità tunisina, ritenuto responsabile del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Gli agenti della Mobile davano, altresì, esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento a carico di B.M.A, 34 anni, cittadino tunisino, ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Quest’ultimo provvedimento veniva emesso dall’Autorità Giudiziaria a seguito di una mirata attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Ragusa.

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