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Assunzione dei testimoni di giustizia. “Provvedimento sia respinto”

“Domani, 22 ottobre, sarà in discussione presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati lo schema di decreto ministeriale recante il regolamento in materia di assunzione dei testimoni di giustizia. L’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia chiede che il provvedimento sia respinto e rinviato alla attenzione del Ministro Dell’interno Lamorgese, e del Ministro della Giustizia Bonafede,per manifesta incostituzionalità perché contiene norme contrarie al principio dell’irretroattività delle leggi”.

Ad affermarlo è Ignazio Cutrò Presidente della Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia. “Il testo del provvedimento è un palese affronto a quanti, da onesti cittadini, hanno testimoniato nei processi contro le mafie – continua Cutrò -,e contiene norme che negano il diritto alla assunzione per tutti i testimoni di giustizia nonostante il Parlamento abbia a suo tempo ribadito che sia riconosciuto ai testimoni l’accesso ad un programma di assunzione tanto per coloro che vivono in località protetta quanto per coloro che vivono in località di origine ed a prescindere dalla capitalizzazione. La palese irragionevolezza di questo regolamento ministeriale – conclude Ignazio Cutrò -, è il frutto di una evidente falsificazione della volontà del Legislatore che nell’approvare la legge n. 6 del 2018 ha inteso salvaguardare e sostenere, senza se e senza ma, i testimoni di giustizia; inoltre, l’approvazione di questo decreto realizzerebbe un’anomala concentrazione di potere alla Commissione Centrale e al Servizio Centrale di Protezione turbando gravemente i delicati equilibri che presiedono le competenze dello Stato di diritto in materia di giustizia sociale e sicurezza. Pertanto chiediamo che lo schema di regolamento in esame sia bocciato”.

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