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Blitz a Licata con 24 arresti. Emergono altri particolari

Emergono altri particolari sul blitz dei Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, dopo l’arresto di 24 persone (uomini e donne), che si erano allacciate abusivamente alla rete idrica ed elettrica in due palazzine popolari di Licata. Una cinquantina di militari ha fatto contemporaneamente irruzione nei sottoscala dei due edifici del quartiere popolare di via Torregrossa, dove vi era forte sospetto che potessero trovarsi allacci abusivi alla rete idrica ed elettrica. I sospetti si sono rivelati subito fondati, quando davanti agli occhi dei Carabinieri hanno fatto capolino decine e decine tra cavi elettrici allacciati in modo precario, e tubature posticce. È bastato poco ai Carabinieri per comprendere di essere di fronte ad una generalizzata attività di furto in corso ai danni del gestore idrico ed elettrico.

I particolari dell’indagine, coordinata dal pubblico ministero Sara Varazi, sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa. Presente il comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, colonnello Giovanni Pellegrino, il luogotenente Carmelo Caccetta e il luogotenente Paolo Calatozzo, della Compagnia di Licata.

Gli accertamenti sono andati avanti per tutta la mattinata con una vera e propria “cinturazione” dell’intero quartiere. Ventiquattro capi famiglia di altrettante abitazioni del posto sono stati subito arrestati per furto di acqua, tra questi, alcuni sono finiti in manette anche con l’accusa di furto di energia elettrica. L’attività dei Carabinieri ha permesso di scoprire l’esistenza di una vera e propria condotta abusiva che deviava parte dell’acqua pubblica all’interno di una vasca comune, dalla quale poi si dipartivano le altre tubature che, grazie ad un sofisticato sistema di pompe idrauliche, servivano gli appartamenti in questione. Insomma, acqua e luce gratis. Le verifiche effettuate dai Carabinieri hanno evidenziato che il sistematico furto di acqua ed energia elettrica avveniva da anni.

In alcuni casi, addirittura da sette anni. Sono ancora in corso le operazioni di quantificazione del danno unitamente ai tecnici delle rispettive società di gestione, ma il sospetto è che nel tempo non siano state pagate bollette per oltre un milione di euro. Intanto la condotta abusiva dell’acqua è stata distrutta e le pompe idrauliche sono state sequestrate. Anche la rete elettrica è stata rimessa in sicurezza e i collegamenti abusivi, interrotti. Per contrastare questa forma di malcostume e di grave reato che arreca danni ai gestori in prima battuta, ma anche agli utenti onesti, sono necessarie queste attività di contrasto messe in campo dai Carabinieri. Già nel corso dell’anno, il Comando provinciale di Agrigento, grazie a specifici servizi predisposti, ha scovato, in tutta la provincia, moltissimi allacci abusivi e denunciato ed arrestato circa settanta persone.

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