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Mafia, applicata sorveglianza speciale a canicattinese. Azienda confiscata, altri beni restituiti

Applicata la misura di prevenzione personale della Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza, per la durata di 3 anni e 6 mesi, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, e annesse prescrizioni, nei confronti dell’imprenditore edile Diego Gioacchino Li Giudice, 73 anni, di Canicattì, ritenuto “uomo d’onore” della locale famiglia mafiosa, arrestato nell’operazione antimafia denominata “Apocalisse”, che portò in carcere otto presunti fiancheggiatori del capo di Cosa Nostra agrigentina, l’allora latitante, Giuseppe Falsone di Campobello di Licata. Lo ha deciso la prima sezione penale del Tribunale di Agrigento (presidente Luisa Turco, a latere Gianfranca Claudia Infantino e Agata Anna Genna).

Lo stesso Tribunale ha disposto la confisca della società “Ecolmax”, con sede a Canicattì, che passa definitivamente allo Stato, e accogliendo le tesi del legale difensore del canicattinese, l’avvocato Angela Porcello (nella foto), ha revocato il sequestro degli altri beni, ed ha disposto l’immediata restituzione agli aventi diritto (la moglie e i figli), tra cui un’azienda, alcuni fabbricati, libretti e conti correnti bancari, e un’auto d’epoca di grosso valore. Sui beni è passata la linea della difesa, la quale ha presentato una dettagliata documentazione.

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