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Mafia, minacce e raid punitivi. Sequestrate aziende

Droga, estorsioni e violenza nelle carte delle due inchieste antimafia “gemelle”, “Stella Cadente” e “Leonessa”. “Organizzavano spedizioni punitive simili a sceneggiature televisive. Vedere certe immagini è stato forte anche per noi. Avevamo la sensazione di essere davanti ad un set televisivo. In un’occasione prendono la testa di un soggetto e gliela sbattono al muro, in un’altra imbracciano il fucile e sparano dall’auto. Quando alcuni imprenditori hanno trovato il coraggio di denunciare, accompagnati dal presidente dell’antiracket di Gela, abbiamo registrato gli incontri tra la vittima e i fratelli Di Giacomo. ‘Ti scanno’, ‘ti levo dal mondo’, queste le frasi che i fratelli usavano dire”. Sono alcuni dei particolari dell’indagine svelati dal capo della Squadra Mobile di Caltanissetta, Marzia Giustolisi, nel corso della conferenza stampa sull’operazione Stella Cadente che ha sgominato questa mattina a Gela un clan della “Stidda”.

Nell’ambito dell’operazione antimafia “Stella Cadente”, contro i clan stiddari di Gela e del nisseno, il Gip del Tribunale di Caltanissetta ha disposto il sequestro preventivo di alcune aziende, il cui valore è ancora in fase di accertamento. Sigilli all’intero capitale sociale e compendio aziendale della “Cartaplastic srls”, con sede legale a Gela, operante nell’ambito del commercio di saponi e detersivi e ingrosso di altri prodotti nel settore alimentare, con intestazione a Laura Cosca, quale titolare delle quote; l’intero capitale sociale e del compendio aziendale della “Sweet Plastic srls”, con sede legale a Gela, operante nell’ambito del commercio di saponi e detersivi e ingrosso di altri prodotti nel settore non alimentare, intesta sempre a Cosca; l’intero capitale sociale e compendio aziendale della “Malibu’ Indoor srls”, con sede in Gela, che si occupa d’intrattenimento all’interno della discoteca “Malibù” di Gela, con intestazione di parte delle quote a Giuseppe D’Antoni.

 

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