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Pubblica Amministrazione 2.0 e italiani: a che punto siamo e quali potrebbero essere i vantaggi

Internet è un’invenzione nata con uno scopo ben preciso: semplificare la vita arricchendola di servizi aggiuntivi e facilitando l’accesso a quelli già presenti. Se da un lato l’evoluzione di settori come l’informazione e l’intrattenimento è ormai evidente, dall’altro lato permangono ancora delle domande sulla digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni. A che punto siamo, dunque, con il processo digitale che coinvolge le PA con l’obiettivo di renderle 2.0? Internet è un mezzo potenzialmente straordinario, perché velocizzerebbe e ottimizzerebbe il disbrigo di tante pratiche. Ecco perché conviene scoprire il livello di digitalizzazione delle PA, insieme al loro rapporto con gli italiani.

Il rapporto fra italiani, digitalizzazione e PA

Il processo di digitalizzazione delle PA ha prodotto alcuni risultati concreti molto evidenti, ma gli italiani non hanno ancora colto del tutto i frutti di questo cambiamento. Sintetizzando, è ciò che emerge dal report presentato da Agi e Censis, secondo il quale il rapporto fra cittadini tricolori e PA digitalizzate è ancora complicato. Al punto che la Penisola si trova purtroppo agli ultimi posti della classifica europea, se l’oggetto dell’analisi sono le interazioni fra queste due realtà. In base al report, infatti, soltanto il 24% degli italiani ha ammesso di aver interagito con le PA digitali nel 2018, mentre in una nazione come la Danimarca si arriva addirittura al 92% della popolazione. Il dato italiano si dimostra molto lontano anche dalle medie europee, che si aggirano sul 52%; di fatto, solo la Bulgaria e la Romania hanno fatto peggio di noi. Di conseguenza, appare chiaro che la strada per la transizione digitale è ancora lunga, e che l’Italia dovrà fare ancora molti passi in avanti per raggiungere i livelli degli altri Paesi europei.

L’evoluzione digitale? Deve partire anche da noi

Non c’è dubbio sul fatto che la digitalizzazione delle PA debba ancora risolvere parecchie beghe, ma va detto che l’evoluzione digitale dovrebbe partire anche da noi. E, nello specifico, dalle nostre case e dalla nostra connessione. Fortunatamente il numero di famiglie connesse alla rete è in continua crescita, anche grazie all’ampio ventaglio di scelta in fatto di connessioni e alla possibilità di attivare degli abbonamenti a internet anche senza limiti. Al contempo, però, dovrà essere acquisita una maggiore dimestichezza con i servizi delle PA 2.0; il piano triennale per la trasformazione digitale delle PA prevede degli investimenti che mirano a un maggiore engagement sui social, con un conseguente aumento del coinvolgimento diretto da parte di dipendenti e cittadini e una comunicazione molto più funzionale. Infine, chiudono il cerchio la diffusione di SPID, PagoPA e carta d’identità elettronica, insieme all’adozione di tecnologie come il cloud e al potenziamento delle competenze digitali nelle PA.

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