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INTERVISTA FRANCESCO MAGGIO – Il capitano del Canicattì Calcio si racconta ai nostri microfoni

Ha parlato in esclusiva sul “Corriere Agrigentino” Francesco Maggio, difensore centrale e capitano del Canicattì Calcio. Tra i temi trattati la passata stagione e quella che verrà, con i biancorossi che giocheranno la prossima stagione calcistica in Eccellenza Sicilia girone A.

Francesco, quest’estate per te poteva essere l’ultima con addosso la maglia del Canicattì, ma alla fine sei rimasto. Cosa ti ha spinto a fare questa scelta?

Molte voci di mercato mi davano via da Canicattì. Effettivamente mi sono arrivate diverse proposte, le ho valutate con calma e alla fine ho deciso di rimanere. E’ difficile dire addio a questa maglia e a questi colori, possiamo dire che ho il cuore biancorosso.

Ricordiamo che quella che avverrà sarà la quinta stagione in biancorosso: le prime due sotto la guida tecnica di mister Giovanni Falsone, la terza sotto la guida di mister Seby Catania, la quarta e la quinta con Nicola Terranova. Con ognuno di questi un modo di giocare diverso, ma soprattutto con compagni di reparto diversi: prima Gero Iannello, dopo Alfonso Cipolla e nella passata stagione Angelo D’Angelo, con quale di questi tre ti sei trovato meglio in difesa?

Guarda, questa è una domanda abbastanza particolare. Sicuramente con Gero Iannello ero molto più piccolo e quindi per me è stato come una guida. Con Alfonso Cipolla abbiamo formato una coppia veramente importante, non solo dal punto di vista calcistico ma anche in quello extra, per me Alfonso è come un fratello. Infine con Angelo D’Angelo mi sono trovato molto bene, abbiamo passato insieme una bellissima stagione. E’ il migliore difensore d’Eccellenza. Detto ciò, sono tre difensori forti con qualità importanti.

Cosa significa per te portare sul braccio la fascia da capitano del Canicattì?

Significa sicuramente tanto per me. Già dai tempi di mister Falsone desideravo avere quella fascia, ma se in squadra hai compagni come Gero Iannello è veramente difficile. Poi Gero lasciò la fascia a Salvatore Treppiedi, canicattinese doc e, una volta andato via anche lui, ho avuto la possibilità di diventare il capitano del Canicattì. Anche prima, senza fascia, ero un motivatore e un uomo-spogliatoio ma adesso, oltre a ciò, ho sicuramente molteplici responsabilità.

30 Gennaio 2019, il Canicattì si aggiudica per la prima volta nella sua storia la Coppa Italia d’Eccellenza Sicilia e tu, da capitano, alzasti la coppa al cielo.  Raccontaci le tue emozioni  in quei frangenti.

Arrivati a Biancavilla per disputare la finale contro il Marina di Ragusa, io con gli altri ragazzi ci siamo detti “Oh, ma che dobbiamo fare? Dobbiamo vincere a tutti i costi!”. Al goal di Vito Lupo siamo esplosi di gioia e, nell’intervallo, ci siamo detti che dal centrocampo in poi non doveva passare più nessuno … e così è stato. Emozioni bellissime e importanti, sono molto felice di aver alzato la coppa al cielo, soprattutto perché l’ho fatto con questi colori.

Parliamo della passata stagione, siete stati la seconda forza del campionato dietro solo ad un Licata infrenabile. In Coppa Italia ricordiamo la clamorosa partita dei quarti di finale contro il Casarano e poi il palo d’Iraci al 119’ e i tiri dal dischetto sbagliati; tutto ciò non vi ha permesso di coronare un sogno, la Serie D.

Il rammarico di non aver potuto coronare questo sogno è stato grande, ma lo abbiamo già messo da parte perché dobbiamo farci trovare pronti per la prossima stagione. Molti dicono che ci siamo indeboliti molto con le partenze di Lupo, D’Angelo e Iraci, ma la società sta costruendo un organico importante tanto quanto giovane. Adesso ce la metteremo tutta per far bene nel prossimo campionato di Eccellenza.

Quasi 3000 persone al vostro seguito nella finale di Sancataldo, il gruppo ultras “Racinari” che vi ha seguito in giro per tutta la Sicilia e l’Italia, senza dimenticarsi del grande pubblico presente ogni domenica al Saraceno. Cosa pensi del pubblico biancorosso?

Il pubblico canicattinese è fantastico. I “Racinari” ogni volta lasciano perdere il lavoro e le proprie mogli/fidanzate per seguirci da tutte le parti, pure contro il Gladiator a Santa Maria Capua-Vetere in Campania. Conosco di presenza il capo-ultras Antonio Rinallo, una persona eccezionale che con molta dedizione e amore per i colori biancorossi dirige questo bellissimo gruppo.

Ti è mancato nella passata stagione giocare al Carlotta Bordonaro?

In un primo momento sì, ma alla fine è la società a prendere le decisioni insieme al mister. Effettivamente, per il modo in cui abbiamo giocato la passata stagione è stato meglio disputare le gare interne al Saraceno di Ravanusa. I tempi passano e il calcio è sempre più moderno. Adesso aspettiamo che iniziano i lavori al Bordonaro in modo da tornare a giocare in casa.

Adesso la nuova stagione. Giorno 29 Luglio avete iniziato la preparazione sotto la guida tecnica di mister Nicola Terranova e il suo staff. Sono arrivati nuovi giocatori e diverse conferme, che aria si percepisce all’interno dello spogliatoio?

Sicuramente un’aria pulita e giovane. Come dicevo, la società ha costruito una rosa molto giovane in grado di fare bene nel prossimo campionato. Dire che sono arrivati nuovi giocatori è relativo, qui in questi campionati ci conosciamo tutti e ciò non è da sottovalutare dal punto di vista dello spogliatoio. Noi abbiamo la fortuna di essere guidati da un allenatore come Nicola Terranova e il suo preparatissimo staff tecnico, un privilegio in queste categorie. Sicuramente il prossimo campionato sarà molto competitivo e più difficile dello scorso anno perché molte squadre si sono rinforzate, in primis Sancataldese, Dattilo, Akragas e le palermitane, la Parmonval sopratutto.

L’1 Settembre subito in campo contro la Sancataldese in Coppa Italia.

Sì, sarà sicuramente un bellissimo derby. La prima la giochiamo in casa e speriamo di fare bene. Purtroppo né io (Maggio), né Angelo Caronia e né Alessandro Cammareri potremmo giocare poiché squalificati, ma sono convinto che tutti gli altri ragazzi faranno bene e riusciranno a condurre una buona gara. In più la finale si giocherà a Canicattì e noi ce la metteremo tutta per arrivare lì e giocare in casa sotto il bel pubblico canicattinese.

Cosa vuoi dire a tutti i tifosi del Canicattì Calcio per la prossima stagione calcistica?

Dico di seguirci e di starci vicino, perché loro sono fondamentali. Noi ce la metteremo tutta per fare bene, ma abbiamo bisogno di tutto l’apporto possibile da parte del pubblico biancorosso.

Ringraziamo il capitano del Canicattì Calcio Francesco Maggio per la disponibilità e la cordialità dimostrata durante l’intera intervista.

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