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Editoriale Corriere Agrigentino: Canicattì, non solo SPAZZATURA…Riflessioni, consigli, idee

L’immagine della Città che traspare dalla stampa è quella di un grande discarica, si parla solo ed esclusivamente di “SPAZZATURA”, a tal proposito riteniamo che, molto probabilmente, è un problema che non potrà essere risolto, completamente, almeno per i prossimi due anni.

Tale stato è incomprensibile per una Città che è sempre stata punto di riferimento per lo sviluppo economico.

Comunque molti cittadini si chiedono che fine hanno fatto i settori produttivi, come: l’agricoltura, il commercio, l’artigianato, i servizi, l’edilizia pubblica, l’edilizia privata, il turismo, il verde pubblico, le strutture sportive ecc…, si vede una Città dove non si parla più di sviluppo economico e di iniziative socio-economiche, il concetto di sviluppo sembra che sia rimasto soccombente rispetto a quello della “SPAZZATURA”.

Ne vogliamo parlare Noi, come primo argomento riteniamo doveroso parlare di agricoltura , questo settore, che ha portato la città ad essere una delle cento piccole Città d’Italia, è in profonda crisi da diversi anni ma resta totalmente ignorato dalla gestione politico – amministrativa della Città, se ricordiamo bene, nel programma del Sindaco vi era il rilancio del “consorzio  per la tutela e la promozione  dell’uva da tavola di Canicattì”, consorzio che risulta scomparso dalla scena economica della Città. Il consorzio si dovrebbe occupare di promozione, di studiare e comprendere l’articolazione dei mercati, dell’indagine conoscitiva sul cambiamento dei gusti, nell’incentivare l’evoluzione colturale verso tipologie moderne e che corrispondono ai nuovi gusti dei consumatori, invece tace.

Lo sviluppo è stato lasciato alla libera iniziativa dei privati, che purtroppo, a causa delle mille difficoltà che bisogna affrontare per portare avanti un progetto, si è conclusa con molti fallimenti, vedi le coltivazioni delle pesche, delle albicocche, ecc…

Sarebbe necessario invece che l’amministrazione Comunale svolgesse il suo ruolo in questo settore, dovrebbe incaricare un gruppo di tecnici per studiare le possibili alternative colturali, facendosi promotrice di iniziative sperimentali. Facendo un esempio, in alcune parti della Sicilia stanno studiando la coltivazione della frutta tropicale, forse è un po’ troppo per il territorio Canicattinese, però è un’idea nuova; l’amministrazione dovrebbe  investire su un convegno a livello Europeo sul commercio dell’uva Italia, magari invitando gli amministratori della maggiore catene di supermercati, ed ancora, perché non istituire, attraverso il consorzio, la borsa dell’uva Italia, in modo da determinare prezzi migliori per gli agricoltori?

Ed, ancora, coinvolgere i medici nutrizionisti per esaltare le proprietà nutritive dell’uva Italia, coinvolgere i cuochi per incentivare l’uso dell’uva nella nuova cucina, ecc…

Sono tutte iniziative che possono essere condotte senza grossi sforzi economici ma che potrebbero dare respiro ad un settore importante per la Città.

L’immagine che traspare, oggi, della Città è quella di una grande discarica, Canicattì non può e non deve essere solo questo.

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