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Canicattì, cade in un tombino. Il comune condannato a risarcire i danni.

Il Tribunale civile di Agrigento ha condannato il Comune di Canicattì al risarcimento dei danni patiti da un cittadino che, nell’anno 2010, mentre passeggiava vicino alla propria abitazione, era caduto con la propria gamba all’interno di un tombino non segnalato.

Il sig.  Diego Cigna, nel luglio dell’anno 2010, mentre si trovava nei pressi della propria abitazione, in via Sacerdote Giuseppe Tamburello, per effetto della mancanza di illuminazione nella zona, era sprofondato all’interno di un tombino scoperto, non visibile e non segnalato.

Subito dopo l’incidente, il tombino, per il quale erano state fatte, in precedenza, numerose segnalazioni di abitanti della zona, era stato isolato e transennato dai responsabili dell’ufficio manutenzione del Comune.

Purtroppo, dopo la caduta, l’uomo  aveva dovuto subire un intervento chirurgico, una dolorosa riabilitazione fisioterapica e, dopo alcuni mesi di forzata immobilizzazione, aveva potuto riprendere a camminare regolarmente.

Tuttavia il Comune di Canicattì non aveva mai accolto le richieste di risarcimento del danno avanzate dallo sfortunato pedone.

Pertanto Diego Cigna si era rivolto al Tribunale di Agrigento, con l’assistenza dell’avv. Paolo Ingrao, per ottenere il dovuto risarcimento dei danni.

Ieri è stata emessa la sentenza che ha riconosciuto il Comune di Canicattì responsabile per l’omessa custodia e manutenzione del tombino, che costituiva un pericolo per l’utenza, e lo ha condannato a risarcire i danni subiti dall’attore con la somma di 18.976,13 euro oltre interessi legali.

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