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Agrigento, condannato a 24 anni e 6 mesi di carcere il torturatore del lager libico

Inflitti 24 anni e 6 mesi di carcere per il nigeriano Deji Gift, detto “Sofi”, di 23 anni, colpevole di associazione a delinquere di carattere transnazionale finalizzata a tratta di esseri umani, sequestro di persona, violenza sessuale, lesioni personali gravissime, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La sentenza è stata emessa dalla Corte d’Assise di Agrigento. Il giovane è ritenuto uno dei più feroci torturatori del “ghetto di Alì”, il più grande lagher del sud della Libia, punto di passaggio per le centinaia di migliaia di migranti, che cercano di raggiungere le coste della Libia, per poi imbarcarsi in qualche carretta del mare, che li porti in Sicilia.

Per lui i pubblici ministeri Giorgia Spiri e Geri Ferrara avevano chiesto 21 anni di reclusione. Gift fu arrestato dalla Squadra Mobile di Agrigento al Cara Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto. Secondo la Dda, il nigeriano “riconosciuto senza alcun dubbio dalle sue vittime”, sarebbe stato uno dei componenti della cellula di criminali e torturatori che operavano in Libia all’interno del ghetto. I suoi due compagni di torture erano Jhon Ogais, 25 anni nigeriano conosciuto da migliaia di migranti con il soprannome di “Rambo”, e Sam Eric Ackom, ghanese di 21 anni nome di battaglia “Fanti”, erano condannati a dicembre all’ergastolo.

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