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Ars, questione morale. Musumeci :”Non c’è nessuno più onesto di me”.

«Siamo tutti onesti in quest’aula ma non ce n’è uno che lo sia più di me». Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha esordito nel suo intervento in Assemblea, riunita per il dibattito sulla questione morale.

«Arata voleva un impianto privato, la Regione siciliana ha invece finanziato un impianto pubblico. Dove erano state richieste attenzioni particolari sono state ricevute risposte negative. Siamo stati impermeabili in questo governo, ed è un valore. Ci costituiremo contro i funzionari infedeli, sappiano che non lavoreranno più nella pubblica amministrazione», ha incalzato il governatore siciliano nel suo intervento all’Ars, riunita per il dibattito sulla questione morale dell’arresto del faccendiere Paolo Arata e del coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Palermo di dirigenti e funzionari degli assessorati all’Energia e al Territorio. «Fino a pochi anni fa i corridoi di tutti gli assessorati erano affollati di traffichini, accattoni e lobbisti. Persino gli uffici di gabinetto consentivano ai galoppini di fiducia di vigilare e poi riferire al politico che li aveva segnalati all’assessore di turno. Ora questa prassi è meno presente. Gli agricoltori sanno che per estirpare la gramigna non basta una sola stagione. E’ presente però la pratica dei lobbisti negli assessorati, gli ultimi fatti di cronaca lo dimostrano. Nel vuoto del nostro ordinamento il traffico di influenza finisce per diventare un reato omnibus».

«In quest’aula gli avvisi di garanzia hanno interessato tutti i gruppi politici, compreso il M5s, e nessuno si è mai alzato dai banchi del centrodestra o del centrosinistra per puntare l’indice contro quelle persone: nessuno». «Una cosa è l’avviso di garanzia, altra cosa il rinvio a giudizio, altra cosa ancora è la condanna di primo grado, poi c’è quella di secondo grado e quella definitiva – ha affermato Musumeci – Una cosa è la morale che codifica i valori etici personali e non collettivi, e un’altra cosa è la giustizia, che è una sorta di visione laica del governo». Quindi il monito, rivolgendosi ai banchi dei parlamentari del M5s: «Non si confonda la giustizia col giustizialismo, come qualcuno questa sera ha tentato di fare: ha ragione il sindaco di Roma Virginia Raggi, evitiamo di trasformare l’avviso di garanzia in un manganello. Ha talmente ragione la grillina Raggi che da sindaco della Capitale d’Italia ha ritenuto di non dimettersi, nè quando ha ricevuto l’avviso di garanzia nè quando è stata rinviata a giudizio: ha fatto bene. Perché siamo all’uso politico della giustizia». Musumeci ha quindi fatto un elenco di grillini indagati e anche i nomi di politici che dopo gli avvisi di garanzia sono stati del tutto scagionati dalle accuse.

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