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Porto Empedocle, violò la sorveglianza: assolto il boss Messina

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Alessandro Quattrocchi, ha assolto il boss Fabrizio Messina, 43 anni, di Porto Empedocle, fratello del capomafia Gerlandino. Era accusato di violazione delle prescrizioni della Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza, a cui era sottoposto, in quanto si è recato nella pescheria, prossima all’inaugurazione, del fratello Valentino, frequentata da alcuni pregiudicati.

Ma lo avrebbe fatto “in buona fede”, tanto che il giudice lo ha assolto con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. La sentenza, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato e direttissimo. Il pubblico ministero Alfonsa Fiore, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a un anno e otto mesi di reclusione, mentre il difensore l’avvocato Salvatore Pennica, aveva insistito per “la buona fede dell’imputato” chiedendone l’assoluzione.

La vicenda risale al febbraio dell’anno scorso, quando Fabrizio Messina venne arrestato dai carabinieri della Compagnia di Agrigento, dopo che lo stesso venne sorpreso nella rivendita di pesce, nel centro di Porto Empedocle, ancora chiusa al pubblico, ma con all’interno soggetti pregiudicati. Per fatti analoghi e precedenti a quelli per cui fu arrestato, è stato aperto un nuovo procedimento già approdato davanti al Giudice per l’uudienza preliminare.

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