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Il premier: “Lotta alla mafia passa attraverso rispetto delle regole”

Il premier Giuseppe Conte in un dialogo con un bambino, munito di telecamera, a Palermo in occasione del 27/o anniversario della strage di Capaci, rispondendo alla domanda: “Come i bambini possono aiutare a sconfiggere la mafia?” ha detto: “Voi bambini dovete fare quello che state facendo, andare a scuola, dovete impegnarvi negli studi e dovete rafforzare e cogliere l’importanza della cultura delle regole, il rispetto della legalità, e all’interno della scuola il rispetto inizia già con i docenti e i dirigenti scolastici. E aggiungo che potete anche criticare in modo civile, ma rispettando sempre le istituzioni”.

“Palermo chiama Italia! è un appello a cui, però, deve rispondere anche lo Stato. Il Governo che rappresento si ricorda di questa chiamata e vi risponde con tutti gli strumenti che può mettere in campo. Il nostro obiettivo è chiaro: fare terra bruciata alla mafia”, ha continuato il presidente del Consiglio, intervenendo nell’aula bunker dell’Ucciardone. “Il mio Governo – ha concluso il premier – è impegnato a combattere la mafia in primo luogo sostenendo le forze dell’ordine, organi requirenti e giudicanti nel loro impegno quotidiano”.

Il sacrificio del magistrato, ucciso con la moglie e gli uomini della scorta, ha ricordato il presidente della Repubblica Mattarella, “è divenuto motore di una riscossa di civiltà, che ha dato forza allo Stato nell’azione di contrasto e ha reso ancor più esigente il dovere dei cittadini di fare la propria parte per prosciugare i bacini in cui vivono le mafie. I nomi di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina sono indimenticabili. Nella loro disumanità gli assassini li hanno colpiti anche come simboli – a loro avversi – delle istituzioni democratiche e della legalità”.

E il ministro Salvini: “Dopo la strage nulla è stato come prima. Chi ha ucciso Falcone e Borsellino ha provocato tanto dolore ma ha anche svegliato il popolo italiano, perché penso che dopo quella bomba nulla è più stato come prima”.

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