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Lampedusa, sbarcati i migranti. Sequestrata la nave. Salvini “attacca” la procura

I 47 migranti rimasti sulla “Sea Watch”, la nave della Ong tedesca, a piccoli gruppi con alcuni gommoni della Capitaneria di porto, sono stati portati al porto di Lampedusa, poi ricoverati nell’hotspot di contrada “Imbriacola”. Due migranti, un disabile e una donna incinta, erano già stati portati sull’isola perché bisognosi di cure. I militari della Guardia di finanza di loro iniziativa hanno sequestrato la nave, succfessivaemnmte su ordine della Procura della Repubblica di Agrigento, scortata trasferita al porto di Licata. E’ stato adottato lo stesso protocollo già seguito per due volte in precedenti soccorsi in mare della nave “Mare Jonio”, rimasta sequestrata per alcuni giorni, e poi dissequestrata dalla Procura agrigentina. Quest’ultima si è mossa di concerto con la Guardia di finanza, “forzando” la mano ad un imbufalito ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Una sorta di “braccio di ferro” (senza precedenti) quello tra la Procura di Agrigento e la Guardia di finanza da una parte, e il Viminale dall’altro. Domenica sera sono stati gli equipaggi di due motovedette, dopo aver notificato al comandante della “Sea Watch” i decreti di sequestro e perquisizione, firmati dal procuratore aggiunto Salvatore Vella, che per tutto il weekend ha seguito personalmente sull’isola l’evolversi della vicenda, hanno scortato in porto la nave umanitaria. Ploi è arrivata una nota firmata dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio (lo stesso del caso “Diciotti”, che per primo ha contestato a Salvini il sequestro di persona), dove spiega la scelta degli inquirenti. “Il sequestro probatorio è stato eseguito per violazione dell’articolo 12 del Testo unico sull’immigrazione, ponendo la nave a disposizione di questa procura che ne ha disposto, previo sbarco dei migranti, il trasferimento sotto scorta nel porto di Licata. Le indagini proseguiranno sia per l’individuazione degli eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti, sia per la valutazione della condotta della Ong”.

A sbarco avvenuto il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha rincarato la dose: “Per me possono stare lì fino a ferragosto. Gli porto da mangiare e da bere, ma stanno lì”. E al procuratore capo di Agrigento: “E’ quello che mi ha indagato per sequestro di persona. Se li farà sbarcare, ne prenderò atto e valuteremo nei suoi confronti il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.  Salvini, che già poche ore prima, in un comizio a Sassuolo aveva attaccato a testa bassa “una procura e un giudice, che invece di indagare gli scafisti indaga me”. I 47 migranti sbarcati aspettano adesso di conoscere il loro destino. Le chiese evangeliche hanno dato la loro piena disponibilità ad accoglierli tutti nelle loro comunità in Italia, ma anche all’estero.

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