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Salvini: “Lottare gli sbarchi solo denunce. Più mi minacciano più tiro avanti”

“Mi piacerebbe che il 25 aprile sia la giornata dell’unione e della pacificazione nel nome dell’Italia che verrà, poi ognuno si tiene proprie idee, distanze, e obiettivi: ho scelto Corleone per dire ai giovani che vince lo Stato”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini in visita a Corleone. Il vice premier, che ha ricevuto tanti applausi, ha scoperto la targa del nuovo Commissariato di Corleone. Con lui il Capo della polizia Franco Gabrielli, il prefetto di Palermo Antonella De Miro e il questore di Palermo Renato Cortese. Monsignor Michele Pennisi ha celebrato la benedizione del Commissariato.

Salvini ha poi fatto tappa a Monreale. Ha sostato e deposto un mazzo di fiori davanti alla lapide dedicata ad Emanuele Basile, ufficiale dei carabinieri assassinato proprio a Monreale dalla mafia la sera del 3 maggio 1980. Il militare originario di Taranto stava rientrando a casa, insieme a sua moglie e sua figlia di quattro anni, dopo aver assistito alla processione per la festa del Santissimo Crocifisso. L’ufficiale aveva in braccio la figlia Barbara addormentata quando i sicari di Cosa nostra gli spararono numerosi colpi di arma da fuoco. Basile fece da scudo a sua figlia per proteggerla dai proiettili. Morì poi subito dopo in ospedale.

Infine si è recato a Caltanissetta per un comizio in sostegno della candidatura a sindaco di Oscar Aiello. Rispondendo a un gruppo di contestatori che lo ha accolto al grido di “vergogna” e cantando “Bella ciao”, Salvini ha detto “Uno che crede nel comunismo nel 2019 va abbracciato come un panda. Saluto i comunisti che stanno contestando e ricordo che istituiremo di nuovo l’educazione civica nelle scuole. Se voi amate i clandestini ci lasciate conto corrente e li mantenete voi”.

Tanti i temi forti  snocciolati in rapida sequenza dal vice premier. L’immigrazione: “Lottare gli sbarchi mi è costato non so quante denunce. Più mi minacciano più sono contento di fare il mio lavoro, tiro avanti come un treno alla facciazza loro”. Inoltre ha detto di aver trovato, grazie ai risparmi derivanti dai mancati sbarchi, 400 milioni di euro “per assumere entro l’anno 8 mila carabinieri, poliziotti e vigili del fuoco”. “Vorrei che fossero i siciliani a fare figli – ancora il ministro – non farseli portare con i barconi. Chi scappa dalla guerra è benvenuto, ma se non ti piace il Natele, la Cattedrale, Gesù bambino, il crocifisso, torna a casa tua”.

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