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Mafia. Respinta richiesta di incandidabilità di ex sindaco agrigentino

A seguito dell’inchiesta “Vultur”, della Squadra Mobile di Agrigento e della Dda di Palermo, che aveva visto imputati diversi presunti esponenti della cosca mafiosa operante nel territorio di Camastra, il Ministero dell’Interno aveva proposto l’adozione di un decreto di scioglimento (poi effettivamente sciolto) del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, e con separato provvedimento dinanzi al Tribunale civile di Agrigento aveva chiesto l’irrogazione della sanzione della incandidabilità nei confronti dell’x sindaco, Angelo Cascià, e del vice sindaco, Vincenzo Urso, allora in carica presso il Comune colpito dal decreto di scioglimento.

Cascià ed Urso si costituivano in giudizio con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Massimiliano Valenza e Mario La Loggia, contestando l’intero impianto della misura adottata, in quanto contraddittorio, tenuto conto del fatto che per stessa ammissione della Commissione d’accesso, che aveva proposto lo scioglimento del Consiglio comunale, “gli elementi reperiti durante le indagini e le ispezioni – dice l’avvocato Rubino -, non avevano determinato l’emersione di un reale tentativo di condizionamento mafioso delle scelte dell’Amministrazione”.

Inoltre, la difesa prendeva posizione in maniera dettagliata su tutte le contestazioni formulate dalla Prefettura di Agrigento, dichiarandole erronee e dimostrando la piena regolarità della gestione amministrativa posta in essere dall’Amministrazione guidata da Cascià ed Urso. Il Tribunale di Agrigento, dopo una lunga attività istruttoria, condividendo in pieno le tesi degli avvocati Rubino, Valenza e La Loggia, ha respinto la proposta formulata dal Ministero, condannandolo al pagamento delle spese di lite in favore dei soggetti proposti.

In particolare, il Tribunale ha confermato che il provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale di Camastra, “e con esso – continua l’avvocato Rubino -, la proposta di adozione della misura interdittiva della incandidabilità, sono contraddittori, in quanto la stessa Commissione di accesso, in un passaggio, sembra avvedersi essa stessa dell’assenza di un reale condizionamento dell’Amministrazione. Inoltre, il Tribunale ha anche accertato la totale infondatezza degli addebiti mossi dal Ministero, dichiarando la piena regolarità dell’azione amministrativa svoltasi nel Comune di Camastra e dando il via libera alla futura nuova candidatura di Cascià ed Urso, dichiarando infondate tutte le contestazioni mosse dal Ministero”.

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