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Agrigento, operazione antidroga “Piazza pulita”. I particolari dell’inchiesta

I Carabinieri della Stazione di Agrigento, e del Nucleo operativo e radiomobile, hanno arrestato in tutto sei persone. Quattro sono gambiani, uno nigeriano ed una donna, con passaporto italiano, ma proveniente dal Belgio. L’accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver dato luogo alle cessioni anche nei confronti di minorenni. Le catture sono state effettuate quasi tutte ad Agrigento. Una sola a Palermo. Perquisiti anche numerosi edifici diroccati ed abbandonati presenti nel centro storico. Venivano utilizzati dai pusher per nascondere la droga. I particolari dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa. Presenti il pubblico ministero Alessandra Russo, che ha firmato il provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Agrigento, il comandante provinciale Giovanni Pellegrino, il capitano Luigi Garrì, il tenente Marco Spinelli, e il maresciallo Garozzo (nella foto sopra).

L’esigenza di intervenire subito con i fermi si è resa necessaria, sia a causa della violenza e della sfrontatezza con cui operava il gruppo criminale, sia per il pericolo che lo stesso facesse perdere le proprie tracce, ma anche a seguito delle forti tensioni che si erano registrate, un mese fa, in città (in Piazzetta Ravanusella in particolare) tra gli spacciatori e la operosa comunità dei senegalesi residente in zona. Più volte infatti le Forze dell’Ordine erano dovute intervenire a causa di alcuni turbamenti dell’ordine pubblico. La sfrontatezza e la disinvoltura con cui gli spacciatori operavano a qualsiasi ora del giorno e della notte avevano infatti indotto alcuni senegalesi a prendere posizione, fino ad arrivare alle mani con i gambiani.

Ma andiamo con ordine.
L’operazione, denominata “Piazza Pulita”, è stata avviata nell’ottobre dello scorso anno dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Agrigento e della locale Stazione. Ripetute ed esasperate erano diventate le richieste di aiuto di residenti e di operatori commerciali della zona. I militari hanno così iniziato a pedinare i sospettati. Ma quando si sono resi conto che tra i vicoli si aggiravano vere e proprie vedette, hanno dovuto industriarsi, salendo sui tetti delle case del centro storico. Da lì hanno filmato, di notte e di giorno, i traffici dei pusher e gli edifici abbandonati utilizzati dalla banda per nascondere la droga. Infine i militari hanno disseminato in zona telecamere, nascondendole negli anfratti più impensabili.

Il controllo dei numerosissimi giovani che, all’uscita di scuola, o prima di andare a fare l’aperitivo, si avventuravano volutamente tra i vicoli per acquistare le dosi di “roba” ha poi costituito un prezioso riscontro dell’attività di spaccio in corso. Il dato inquietante che ne è emerso è che, tra i 32 segnalati alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti, la gran parte era minorenne ed alcuni addirittura sedicenni. Uno dei dati più impressionanti che hanno colpito gli investigatori è stata altresì la determinazione, la sfrontatezza e la violenza con cui il sodalizio operava indisturbato. In più occasioni, infatti, come documentato dalle telecamere installate dai Carabinieri, gli indagati, spesso ubriachi o sotto l’effetto di stupefacenti, avevano dato luogo, tra di essi, a liti furibonde, nonché, in almeno tre circostanze, a violente aggressioni fisiche, talvolta a colpi di bottiglie di vetro in testa, nei confronti di acquirenti minorenni e di residenti.

Va sottolineato che, nel corso delle indagini, i Carabinieri di Agrigento hanno nel tempo arrestato in flagranza di reato, proprio nei pressi di Piazzetta Ravanusella, altri 16 soggetti sorpresi a spacciare droga in zona. Il giro di affari complessivo registrato nel corso dell’intera operazione è stato stimato in oltre 150 mila euro, se si considera che ogni giorno aveva luogo una media di 40 scambi di stupefacente, per oltre 120 grammi di roba smerciata e con un guadagno medio di oltre 600 euro per ogni giornata “lavorativa”.

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