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Canicattì, per il tentato omicidio con sparatoria tutti assolti. Condannato imputato possesso arma

I giudici del Tribunale di Agrigento (presidente Wilma Angela Mazzara, con a latere Giuseppe Miceli e Antonio Genna), hanno condannato per il solo reato di detenzione di arma, a 3 anni di reclusione Giuseppe Sorce. Per gli altri reati è stato assolto. Non doversi procedere è stato dichiarato, invece, nei confronti di Giuseppe Mongitore, essendo estinti i reati per sopravvenuta morte dell’imputato. Assoluzione, infine, Vincenzo Mongitore “per non avere commesso il fatto”. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Angela Porcello (nella foto sopra) e Calogero Meli.

Il pubblico ministero Gloria Andreoli, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto 9 anni per Sorce, per Giuseppe Mongitore, formale proposta di proscioglimento per morte dell’imputato”; 9 anni e 6 mesi per il figlio Vincenzo. L’accusa che era stata ipotizzata per i Mongitore era di tentato omicidio ai danni di Sorce, a sua volta pure lui imputato dello stesso reato, perchè avrebbe risposto e sparato contro gli avversari.

L’agguato al centro del processo è avvenuto il 16 settembre del 2015. I Mongitore sarebbero andati nell’abitazione di Sorce, in contrada “Coda Volpe”, alla periferia di Canicattì, per ammazzarlo. Il movente non è mai stato accertato, la pista della droga è la privilegiata dagli investigatori, anche perché sia Vincenzo Mongitore, che Giovanni Milana, il quarantaduenne, che si trovava insieme a Sorce e restò ferito, furono arrestati nel 2011 nell’operazione antidroga “Strike”.
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