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Agrigento, le opere del maestro Toraldo in mostra ai Filippini

Il Maestro Francesco Toraldo, inaugura ad Agrigento, martedì 16 Aprile 2019, presso l’ex Collegio dei Padri Filippini di via Atenea, una nuova stagione espositiva incentrata sul percorso artistico affrontato nell’ultimo anno della sua carriera.
In questa mostra, patrocinata dal Comune di Agrigento, l’Artista propone una raccolta di 40 opere, già esposte, per la prima volta in Caltanissetta, nella “personale” allestita presso la sala degli affreschi “G. Morici”, dove ha preso avvio il progetto dell’artista di una esposizione itinerante, attraverso le varie città italiane ed estere che vorranno ospitarla.
“ Si tratta del mio omaggio alla terra di Sicilia – spiega l’artista, – alla sua storia ed alle sue tradizioni, alla sua cultura; un atto d’amore tradotto in forme e colori, in ossequio all’ispirazione ed alle forti sensazioni che questi luoghi sanno suscitarmi …”.
Una dichiarazione d’amore di Toraldo a quella che sente la sua Terra, musa ispiratrice di questa nuova rassegna.
“La Sicilianità”, quindi, l’esclusivo tema trattato dall’artista nelle opere esposte in questa mostra.
Francesco Toraldo si è distinto nel panorama nazionale e internazionale per il dinamismo che anima i suoi lavori i cui soggetti spaziano dal jazz, allo sport, ai nudi, alle attuali problematiche sociali. Tutte le sue opere racchiudono la peculiare arte del maestro che si muove, a metà tra la figurazione e l’astrazione, stimolando il fruitore a ragionare con le sensazioni. Il vero protagonista della sua pittura è il movimento, che è anche il filo conduttore di tutta la sua tematica.
Scrive Vittorio Sgarbi nel suo testo in catalogo, edito nel 2016: “ La gestualità di Toraldo agisce con forti colpi di spatola praticando giochi di contrappunto cromatico, che si risolvono in rapporti di limpida purezza fra le masse di colore. L’artista medita con intensa partecipazione sul suo lavoro, dialogando con una materia pittorica che scaturisce da una coscienza vigile nell’ascolto della sua stessa interiorità. Le sue raffigurazioni di vele sospinte dal vento, di suonatori di jazz, di corpi femminili nudi, hanno l’essenzialità e l’immediatezza segnica di una pittura che sembra nascere direttamente dal colore, senza la necessità di un disegno preparatorio. Solo il colore sembra quindi abilitato ad aprire tutti gli orizzonti sensibili della sua visione…”.

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