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Sfruttamento prostituzione, operazione contro clan mafioso

La polizia di Stato ha eseguito una decina di fermi, nell’ambito di un’operazione denominata “No Fly Zone” per disarticolare un clan nigeriano, denominato “Eiye”, ramificato su tutto il territorio nazionale. I provvedimenti sono stati emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti di cittadini nigeriani accusati di far parte di una associazione a delinquere di stampo mafioso, come dimostrano le indagini della Squadra Mobile di Palermo, che si sono avvalse di attività tecniche e soprattutto delle dichiarazioni di due collaboratori tra la comunità nigeriana. L’attività investigativa, condotta dai sostituti Gaspare Spedale e Giulia Beux, ha preso spunto dalla denuncia di una ragazza nigeriana, vittima di tratta e di sfruttamento della prostituzione, che ha fornito agli agenti significativi elementi in ordine all’appartenenza agli Eiye del suo sfruttatore.

Gli investigatori hanno individuato la casa di appuntamenti all’interno del quartiere storico di “Ballarò” ed avviato una capillare attività che ha consentito di ricostruire l’organigramma dell’associazione a livello locale, fino a giungere all’identificazione dei suoi vertici. Nel corso delle indagini sono stati documentati numerosi episodi violenti riconducibili al clan e alla sua capacità di imporsi sul territorio, nonché diverse attività illecite connesse allo spaccio di stupefacenti e alla prostituzione, principalmente localizzate nel quartiere palermitano di “Ballarò”.

In questi mesi, alla squadra mobile di Palermo sono arrivati magistrati da tutta Italia per interrogare i primi pentiti della confraternita che nel dialetto Yoruba è chiamata “Uccello”. I clan sparsi per il mondo sono soprannominati “nest”, ovvero nidi. E si entra tramite dei rituali di affiliazione, parecchio movimentati. Uno di questi riti è stato registrato da una delle microspie piazzate dalla polizia. Il nuovo adepto viene spogliato e spinto per terra, preso a calci e pugni, poi costretto a bere un intruglio del suo sangue e delle sue lacrime. Poi avvicinano del peperoncino sulla testa e la faccia, e feriscono il corpo con un rasoio. Lacrime, peperoncino e sangue vengono mescolate con alcol, riso e tapioca, viene chiesto di giurare fedeltà
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