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Strage senza fine sulle strade agrigentine, 4 morti in 5 giorni

Quattro morti sulle strade agrigentine in appena cinque giorni. Una strage continua e senza sosta. Sabato 23 marzo, lungo la Ss 118 tra Agrigento e Raffadali, ha perso la vita Giovanna Angelica, 52 anni, di Giarratana (Ragusa), residente a Raffadali, infermiera in forza al reparto di Neonatologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Nello scontro tra una Volkswagen Up, e una monovolume Ford C-Max, feriti, un 36enne, di Naro, residente a Raffadali, e la moglie, una ventinovenne raffadalese.

Altro tragico frontale il giorno dopo, domenica 24. Un pensionato Benito Pellegrino, 81 anni, di Sciacca è morto in uno scontro avvenuto lungo la strada provinciale 37, che collega Caltabellotta con Sciacca. A scontrarsi sono state due autovetture, una Fiat Panda, condotta dall’anziano, e una Fiat Punto, guidata da un impiegato cinquantaduenne di Caltabellotta.

Gli altri due deceduti i fidanzati di Ravanusa, Salvatore Calafato, di 23 anni e Ylenia Giurdanella di 19 anni. Il dramma si è consumato, nella mattinata di mercoledì 27 marzo, sulla Ss 557, nel tratto di arteria che collega Campobello di Licata con Ravanusa. I due giovani hanno perso la vita nello scontro tra la loro auto, una Fiat Panda, e una Ford Fiesta, condotta da una 41enne di Campobello di Licata, rimasta gravemente ferita.

Nell’Agrigentino ogni anno si verificano tanti incidenti, e spesso ci scappa la tragedia. I fattori sono molteplici, si va dalla scarsa sicurezza di alcuni tracciati ad una certa superficialità alla guida. Tra le cause più frequenti vi sono la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata.

Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate dagli agenti della Polizia Stradale e dai Carabinieri risultano l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida. Il preoccupante dato della mortalità sulle nostre strade dovrebbe indurre la politica a prendere velocemente le misure appropriate per migliorare la sede stradale.

In buona sostanza la sicurezza stradale dovrebbe riconquistare il ruolo che le spetta nell’agenda politica della Regione e del Governo nazionale, fra le emergenze prioritarie. Si muore di meno dove le strade sono più sicure, come nel caso del raddoppio stradale della Ss 640 (tratto Agrigento – Canicattì).

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