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Noto boss di Favara assolto. “Il fatto non sussiste”

Il pentito favarese Giuseppe Quaranta, nelle ultime dichiarazioni, nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Kerkent” lo indica “quale reggente, unitamente al fratello Giuseppe, alla famiglia mafiosa di Favara. Ignazio Sicilia (foto in basso), 46 anni di Favara, già condannato nell’ambito della maxi operazione antimafia denominata “San Calogero” e condannato a 12 anni di reclusione per associazione mafiosa, è stato assolto in un procedimento che lo vedeva imputato di violazione delle prescrizioni applicate con la misura di prevenzione della Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza.

La sentenza è stata emessa dal giudice del Tribunale di Agrigento, Wilma Angela Mazzara, che lo ha assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”. Accolta la tesi del difensore di Sicilia, l’avvocato Giuseppe Barba(foto sopra). Il pubblico ministero, Salvatore Caradonna, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna ad anno uno e sei mesi di reclusione.

Ignazio Sicilia, rimesso in libertà nel 2015 è stato sottoposto alla Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza per la durata di 4 anni. A seguito di una attività di indagine svolta dai Carabinieri della Tenenza di Favara veniva arrestato in data 26 agosto del 2018 nella flagranza del resto di violazione della Sorveglianza speciale, poiché è stato visto in più occasioni in bar e ristoranti di Favara, associarsi in compagnia di soggetti pregiudicati anche di noti boss mafiosi di Favara.

Nel corso della istruttoria dibattimentale il difensore dell’imputato, l’avvocato Giuseppe Barba, ha dimostrato che si era trattato di occasionali, ed episodici incontri con soggetti legati da rapporti di conoscenza, o di semplici occasioni di incontro in locali pubblici, senza alcuna frequentazione riscontrata in occasioni successive.

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