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Giochi di carte siciliani e italiani: dalle tradizioni di una volta agli influssi arabi e spagnoli

 

Giocare a carte è una tradizione diffusa su tutto il territorio italiano, tipica dei momenti di festa, specialmente quelli natalizi, e in generale di tutte le occasioni in cui si riuniscono famiglia e amici ma anche di serate in compagnia o di giochi in solitaria. Ecco quali sono i giochi tipici siciliani e del resto d’Italia e un breve accenno alle loro origini: l’influenza araba e spagnola che ha coinvolto buona parte del nostro Paese si è fatta sentire anche nell’ambito dell’intrattenimento!

I giochi di carte tipici della tradizione siciliana

La Sicilia è una terra ricca di cultura e storia: entrambe hanno influenzato vari aspetti dell’identità siciliana, dalla cucina all’architettura, passando anche per le tradizioni e le usanze tipiche. Durante le feste natalizie è consuetudine giocare insieme alla propria famiglia, talvolta anche per ore ed ore: è difficile mettere fine ad una delle ricorrenze più diffuse del Natale, dopo un lauto pasto e un buon bicchiere di vino. I giochi che si alternano sulle tavole siciliane sono di diverso genere: i più noti sono “Ti vitti”, letteralmente “ti ho visto”, nel quale i giocatori tentano a tutti i costi di esaurire il mazzo a propria disposizione scartando le carte in una pila centrale, e “Cavadduzzo” (“cavallino” in dialetto), una sorta di “corsa di carte”, durante la quale le carte vengono incolonnate in verticale fino ad un massimo di dieci. Ma la tradizione non si ferma ai giochi locali: altri giochi di carte molto diffusi in Sicilia sono Cucù , in cui i giocatori si passano le carte cercando di scaricare di volta in volta l’asso ai propri avversari, e il classico Sette e mezzo, uno dei giochi più famosi su tutto il territorio siculo ma anche italiano, dalla tradizione secolare.

 

Altri giochi di carte in Italia: Sette e mezzo e Briscola

I giochi più diffusi in Sicilia hanno molto in comune con quelli più noti del resto del paese: l’Italia ha una grande tradizione di giochi di carte e buona parte dei più famosi sono diffusi su tutto il territorio. Basti pensare a Sette e mezzo, ricordato da Il Fatto Quotidiano, gioco tipico delle feste e dei momenti conviviali, in cui lo scopo dei giocatori è appunto quello di raggiungere senza superare il punteggio di sette e mezzo, facendo attenzione a dichiararlo subito. In realtà Sette e mezzo è una variante del blackjack, uno dei giochi più famosi nel mondo intero: come ricorda Betway Casino nel suo speciale sulle strategie del blackjack, il punteggio da raggiungere in questo caso è 21 e ci sono varie strategie, da quella del raddoppio a quella dell’abbandono, per assicurarsi la vittoria. Un altro grande classico è la briscola: forse il gioco a coppie più famoso, è possibile giocarlo in due, in quattro e in sei e buona parte del divertimento è dovuta ai segnali che i giocatori mettono in atto durante la partita per comunicare o confondere gli avversari, proprio come viene spiegato nella guida del Corriere, arrivando a sfide piene di suspense e colpi di scena.

 

Le influenze arabe e spagnole: dal XI secolo ai giorni nostri

Sia che si tratti di giochi regionali che di giochi diffusi su tutto il territorio italiano, è innegabile l’impatto che le influenze arabe e di conseguenza spagnole abbiano avuto sulle carte da gioco e sulle tradizioni italiane. Proprio come in tanti altri aspetti della cultura italiana (specialmente per le regioni del Sud, più esposte alle conquiste straniere), dall’architettura contaminata alla cucina speziata ricca di dolci e sapori freschi, passando anche per il suono di molte parole, l’influsso del fascino arabo ha fatto sì che anche le carte e i giochi con esse portati avanti abbiano una chiara derivazione arabica. Sono stati proprio gli arabi, infatti, a far diffondere le carte da gioco in Europa tra l’XI e il XIII secolo; e l’arabizzazione subita dagli spagnoli si è poi trasferita anche in Italia con tradizioni e usanze mutuate dal mondo arabo. Il fattore più eclatante per il gioco è sicuramente quello dei simboli utilizzati per le carte: a differenza dei semi francesi (cuori, picche, quadri e fiori), sia le carte italiane che quelle spagnole (ma anche quelle portoghesi e di buona parte dell’America Latina) utilizzano bastoni, spade, denari e coppe. Le differenze a livello estetico sono minime ed anche i colori utilizzati sono pressoché gli stessi, con prevalenza di giallo, rosso e verde: una tradizione rimasta intatta nei secoli.

 

Che si tratti di giochi tipici locali o diffusi in ogni regione italiana, dunque, l’influsso della tradizione araba e spagnola si è fatto sentire anche in questo caso. Nei secoli i giochi di carte si sono affermati come una delle forme di intrattenimento più conosciute e apprezzate dagli italiani, allietando i giorni di festa ma anche i restanti periodi dell’anno, grazie a pomeriggi e serate con amici e famiglia passati a giocare insieme.

 

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