Tu sei qui
Home > Cronaca e Attualità > Agrigento > Soldi spariti all’Ufficio postale, sequestro di beni per impiegato. Arrestata una coppia

Soldi spariti all’Ufficio postale, sequestro di beni per impiegato. Arrestata una coppia

Fatta luce sul denaro sparito dai conti correnti dell’Ufficio postale di piazzale della Vittoria, a Favara. I carabinieri sono sulle tracce di un impiegato 62enne del posto, di cui non si hanno notizie da mesi, nei confronti del quale i militari dell’Arma, in collaborazione con la Guardia di finanza, hanno fatto scattare un sequestro preventivo di beni e denaro per un ammontare di 573 mila euro, pari alle somme indebitamente sottratte nel tempo. Arrestata anche una coppia ritenuta responsabile di aver estorto, a più riprese, 250 mila euro proprio all’impiegato infedele. Si tratta di Annamaria Stagno, 43 anni, di Favara, e Umberto Nocito, 37 anni, originario di Messina, entrambi residenti nel Catanese, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare, agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella. Particolarmente complessa è la vicenda sulla quale i carabinieri della Tenenza di Favara hanno indagato nella seconda metà dell’anno passato, riuscendo a fare luce, sotto il coordinamento del sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Chiara Bisso, su una serie di strani ammanchi di denaro segnalati nel tempo da numerosi clienti, soprattutto anziani, dell’Ufficio postale favarese.

Artefice di tutto sarebbe stato il 62enne, dipendente dello stesso ufficio, che ha messo in atto una serie di raggiri, sin dal 2011 e portati avanti fino al dicembre 2017. L’uomo viene accusato di essersi appropriato indebitamente di una somma di oltre 570 mila euro. Nei suoi confronti, questa mattina, i Carabinieri, in collaborazione con il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Agrigento, su delega dell’Autorità giudiziaria, hanno fatto scattare un provvedimento di sequestro preventivo di beni immobili e mobili registrati per un ammontare totale di 573 mila euro. In particolare, le Fiamme gialle hanno dato luogo ad una indagine patrimoniale finalizzata ad individuare ed aggredire le consistenze economiche dell’indagato. Il sequestro preventivo ha colpito, nel dettaglio, ben 9 immobili, alcuni rapporti bancari, 3 rapporti assicurativi e 2 automezzi.

Tutta la vicenda parte dalle numerose denunce presentate nel 2018 da una sessantina di anziani clienti dell’Ufficio postale, e in poco tempo i militari sono riusciti ad evidenziare la costante presenza dell’indagato nel corso di operazioni di sportello sospette. Il “modus operandi” prendeva le mosse proprio dalla selezione di clienti particolarmente anziani e vulnerabili, i quali, dietro pressante consiglio dell’impiegato 62enne, gli lasciavano sostanzialmente in custodia i propri libretti di risparmio, cedendo altresì alla lusinga della proposta di accedere a buoni fruttiferi, il cui contenuto era poi sistematicamente oggetto di prelievi e rimborsi non autorizzati. In un caso, per esempio, uno dei due buoni fruttiferi consigliati (da 2.500 euro cadauno) era, in realtà, semplicemente una fotocopia, la cui cifra è stata poi fatta sparire.

Tutto quanto ad un certo punto va ad intrecciarsi con la condotta tenuta dalla favarese e dal messinese, i quali, essendo venuti a conoscenza di particolari imbarazzanti della vita privata dell’impiegato, a più riprese, dietro la minaccia di rendere pubbliche situazioni sconvenienti, gli hanno estorto, tra il 2016 e il 2017, oltre 250 mila euro. L’impiegato, con tutta probabilità, ha attinto l’ingente somma versata a più riprese, dai 573 mila euro accaparrati nel tempo. Ed è proprio la denuncia per estorsione presentata dall’impiegato, quando già era oggetto di pressanti indagini da parte dei Carabinieri, ad aver consentito ai militari di ricostruire l’intera vicenda estorsiva e di far scattare, questa mattina, gli arresti domiciliari a carico della coppia. L’impiegato non si trova.

Pubblicità Lirenas Gas

Articoli Simili

Su