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Furti di energia elettrica, vanno a processo 20 agrigentini

Il Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha disposto il rinvio a giudizio di due ex verificatori di “Enel”, Giovanni Trupiano, 62 anni di Agrigento, e Domenico La Porta, di 65 anni di Naro, e di altre diciotto persone, tra cui molti titolari di esercizi commerciali, accusati di corruzione, abuso di ufficio, omissione di atti di ufficio, furti e truffa, nell’ambito della maxi inchiesta denominata “Alta Tensione”. L’avvio dell’approfondimento dibattimentale è fissato per il 7 maggio prossimo, davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento.

A ideare ogni cosa sarebbero stati due ex verificatori di “Enel”. Incassavano somme in denaro, che oscillavano dalle 200 e fino a 2.00 euro, per chiudere un occhio, e non denunciare furti di energia elettrica, ma in diversi casi addirittura, avrebbero creato per conto di privati, allacci abusivi con l’uso del magnete o del cosiddetto “Sorcio”, un marchingegno collegato direttamente alla rete elettrica, capace di bypassare il misuratore.

Dopo mesi di indagini, scattò l’operazione condotta dai carabinieri e coordinata dalla Procura di Agrigento. Tra i destinatari dell’allora misura cautelare anche Luigia Vinci di Campobello di Licata, ritenuta una procacciatrice di clienti.

Gli altri coinvolti, tra cui molti titolari di esercizi commerciali, sono: Gioachino Cuscio, Giuseppe Modica, Simone Modica, Giuseppe Contino, Maria  Santa  Rallo, Salvatore Domenico Siracusa, Tommaso Cortelli,  Massimo Cortelll, Vincenzo Cortelli,  Alfonso Catania, Calogero Schembri,  Anna Maria Farruggio, Pietro Failla, Diego  Favata,  Angelo  Gioacchino Sanfilippo, Giuseppe  Antonio  La Mendola, Vincenzo  Palumbo.

 

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