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Scadono i termini, favarese torna libero

Scadono i termini della custodia cautelare, e il ventottenne favarese Gerlando Russotto, torna libero. Il giovane era finito in carcere, in seguito alle dichiarazioni del presunto collaboratore di giustizia Mario Rizzo, suo ex cognato, che lo accusa di avere preso parte all’agguato in Belgio, ai danni del ristoratore empedoclino, Saverio Sacco. L’arresto di Russotto avvenne il 2 agosto scorso da parte dei poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, guidati dal dirigente Giovanni Minardi.

Rizzo si è autoaccusato del mancato delitto, ed ha fatto i nomi degli altri soggetti coinvolti. Uno sarebbe proprio il favarese Russotto, che la sera dell’agguato sarebbe stato alla guida di un’Alfa Romeo 147, l’altro l’empedoclino Salvatore Prestia, 37 anni, cognato di Fabrizio Messina, già arrestato dalla Squadra Mobile di Agrigento, e poi scarcerato.

Con le dichiarazioni di Rizzo e le indagini, i poliziotti della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Giovanni Minardi, e con il coordinamento del procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai pm Simona Faga ed Alessandra Russo, hanno fatto luce su quell’episodio di violenza.

Il Tribunale del Riesame aveva già accolto il ricorso presentato dal legale difensore di Russotto, l’avvocato Salvatore Cusumano. Ma il favarese era rimasto ugualmente in carcere per un altro fatto legato sempre alle dichiarazioni di Rizzo, ossia il ritrovamento di alcune armi in un sottotetto della palazzina dove abita, nel corso di un blitz della Mobile, il 29 maggio dell’anno scorso.

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