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Trovato con un revolver e munizioni, campobellese condannato a 2 anni

Inflitti 2 anni di reclusione – pena sospesa – a Giuseppe Puleri, 39 anni, di Campobello di Licata, cugino del boss e capomafia provinciale Giuseppe Falsone, arrestato il 21 giugno per l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni, e ricettazione. La sentenza è stata emessa dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato.

Il pubblico ministero Cecilia Bavarelli, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna dell’imputato a tre anni e quattro mesi di carcere. Puleri ha evitato una condanna più pesante, grazie all’accoglimento delle tesi proposte dal suo difensore, l’avvocato Angela Porcello (nella foto sopra).

Il 39enne era stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Campobello, per detenzione abusiva di arma e munizioni, nonché di ricettazione, ed era finito in carcere. Nel corso di una perquisizione nella casa di campagna dell’uomo, in contrada “Fondachello”, alla periferia di Campobello di Licata, nascosti tra le travi in legno del sottotetto, era stato rinvenuto un revolver di fabbricazione americana, calibro 357 magnum, con la matricola abrasa, carico di sei cartucce, risultate calibro 38 special, il tutto detenuto illegalmente.

“Il mio cliente è un incensurato, e dopo una condanna per associazione mafiosa, successivamente era stato assolto, e risarcito per ingiusta detenzione”, aveva detto l’avvocato Porcello, nella sua arringa. Inoltre il legale ha dimostrato come le cartucce sequestrate “depotenziano la potenza di quell’arma”. Tesi accolte dal Gup.

All’epoca dei fatti, inoltre, i militari trovarono nello stesso posto un frequenzimetro, ovvero un oggetto in grado di impedire ai telefoni cellulari di ricevere o trasmettere onde radio, e in grado di impedire il corretto funzionamento di sistemi Gps. Tale strumento è consentito solo alle forze di Polizia, ed è inibito ai privati.

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