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Droga, quattro agrigentini nei guai. “Se non paghi il conto, mi prendo il terreno”

La Procura della Repubblica di Agrigento, rappresentata dal pubblico ministero Gloria Andreoli, ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro persone, accusate di tentata estorsione, e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sul banco degli imputati Michele Amato, 44 anni, di Canicattì; Antonino Chiazza, 49 anni, nato ad Agrigento, residente a Palma di Montechiaro; Antonio Chiazza, 33 anni, nato ad Agrigento, residente a Palma di Montechiaro, e Giuseppe Triglia, 35 anni, nato ad Agrigento, residente a Canicattì.

Amato e i due Chiazza sono accusati di tentata estorsione, perché con minaccia avrebbe preteso da G.Z., a consegnare loro denaro o beni, quale corrispettivo di diverse cessioni di droga per una valore di 2 mila euro, mai pagate. Quindi avrebbero preteso la cessione gratuita di un terreno del valore di 12 mila euro, per compensare il debito.

Da evidenziare un episodio avvenuto il 6 febbraio del 2018, in un bar, dove Antonino Chiazza, alla presenza di Amato, si sarebbe rivolto alla vittima, dicendogli: “Se tu entro un mese non corrispondi a pagarmi tutto il conto, io divento il proprietario del terreno. Queste sono le tue conseguenze. Tu lo sai come funziona, è da una vita che sei in mezzo alle persone, e lo sai come funzione la legge della natura”.

Amato, Antonino Chiazza e Triglia devono rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli imputati hanno nominato come difensori gli avvocati Angela Porcello, Ninni Giardina, Calogero Montante, Giovanni Lo Monaco e Santina Campo. I legali, all’udienza preliminare, fissata per il 12 febbraio davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, potranno chiedere riti alternativi.

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