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La Regione mette all’asta 19 edifici in condizioni precarie. Due sono nell’Agrigentino

Al via il primo piano di affidamento degli immobili “che versano in condizioni statiche precarie”, come li definisce lo stesso bando firmato all’inizio di gennaio dal dirigente generale del dipartimento Ambiente Giuseppe Battaglia. Un “pacchetto” di edifici di proprietà della Regione Siciliana, che offre in concessione per un periodo che va da 6 a 50 anni, per un canone a base d’asta di 1.481 euro all’anno.

L’elenco contiene un ristorante-bar ad Agrigento, l’edificio “ex Macaluso” a Ribera, un edificio di oltre 100 metri quadrati, vicino al porticciolo di Sferracavallo, l’immobile “ex Brucato” dell’Addaura, due lotti dei bagni pubblici di Fiumefreddo, due strutture che ospitavano l’ex agenzia delle Dogane a Riposto, due ruderi a Mascali, un’ex stazione di servizio ad Acireale, il pontile Sbarcatoio a Gela, il porto rifugio sempre a Gela, la lanterna-semaforo di Scicli.

E poi ancora un’ex caserma della Guardia di finanza ad Avola, un edificio a Punta Sottile a Favignana, un ex ristorante a Castellammare del Golfo, un’ex casa agricola a Torretta Granitola, ed infine il castello di Falconara a Butera. In cambio, però, i privati dovranno spendere per rimettere in sesto gli immobili.

Il bando lega la durata della concessione proprio all’investimento: si va da una spesa di 60 mila euro per sei anni a poco meno di 8,8 milioni per una concessione che dura mezzo secolo, durante il quale i privati possono svolgere attività di vario genere.

Per il castello di Falconara, l’immobile più grande, oltre 5 mila metri quadrati fra spazi interni ed esterni, si parte da una base d’asta di 16 mila euro all’anno, meno di 1.500 euro al mese.

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