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Naufragio, il pm Vella ascolta i superstiti. Arriva la conferma: “sul gommone eravamo in 120”

l procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella (nella foto) ha interrogato, insieme ai poliziotti della Squadra Mobile della Questura agrigentina, agli ordini del dirigente Giovanni Minardi, i tre superstiti del naufragio avvenuto all’alba di sabato a trenta miglia dalle coste della Libia per ricostruire le cause della tragedia, che avrebbe causato 117 morti, ed individuare eventuali responsabilità.

Il magistrato, che ha sentito i tre giovani subsahariani sull’isola di Lampedusa, dove sono stati trasferiti dopo essere stati tratti in salvo, sta adesso valutando, insieme al procuratore capo Luigi Patronaggi, e al pubblico ministero Cecilia Bavarelli, quale ipotesi di reato formulare.

Il fascicolo è contro ignoti; potrebbero venire formulate le ipotesi di omicidio volontario plurimo oppure omicidio colposo plurimo, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I naufraghi hanno confermato che sull’imbarcazione erano in tutto 120. Fra loro anche tre bambini di cui uno di pochi mesi, annegato insieme alla madre.

 

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