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Polizia chiede sorveglianza speciale per imprenditore empedoclino

Il questore di Agrigento Maurizio Auriemma e il primo dirigente della Divisione Polizia Anticrimine Alessandro Milazzo, hanno avanzato richiesta della misura di Sorveglianza speciale della durata di 3 anni nei confronti dell’imprenditore empedoclino Giuseppe Burgio, ex re della grande distribuzione, oggi agli arresti domiciliari in seguito alle bancarotte fraudolente del “Gruppo Burgio”, e per questo condannato in primo grado alla pena di 8 anni di reclusione.

La richiesta di Sorveglianza speciale risale al 9 giugno 2016 e si basa su frequentazioni passate che l’imprenditore empedoclino avrebbe avuto con personaggi, anche mafiosi, soprattutto a Porto Empedocle.

In particolare a finire sotto la lente di ingrandimento sono presunte operazioni di riciclaggio di denaro e contatti con esponenti della famiglia mafiosa di Porto Empedocle e con il racalmutese Maurizio Di Gati, già capo di Cosa Nostra agrigentina, prima di essere catturato, e poi “saltare il fosso” e diventare collaboratore di giustizia.

A Burgio contestate vecchie frequentazioni con empedoclini di spessore criminale quali Luigi Putrone, Maurizio Traina, Alberto Falzone e Giuseppe Gambacorta. Nel mirino anche i rapporti con il racalmutese Diego Agrò. La richiesta è approdata in aula, davanti la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, presieduta da Angela Wilma Mazara.

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