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In gommone fra Tunisi e Lampedusa, fermate 14 persone. Tre sono agrigentini

Il gruppo guidato dal tunisino Fadhel Moncer, da anni residente in Italia, seguiva la rotta Tunisi-Lampedusa anche diverse volte alla settimane. E poi utilizzava delle piccole imbarcazioni per il trasbordo nella zona di Mazara del Vallo. Di recente, il gruppo era riuscito a impossessarsi anche di alcuni gommoni già sequestrati e portati a Lampedusa.

Era Moncer il capo dell’organizzazione che gestiva i viaggi clandestini fra Tunisi e Lampedusa, dirigendo le operazioni dal suo bel ristorante di Mazara di Vallo, il “Bellavista”, sul lungomare Giuseppe Mazzini. Il nordafricano è stato fermato questa notte dai finanzieri dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo assieme ad altre 11 persone. Due sono i ricercati. Tre gli agrigentini fermati. Si tratta di Filippo Solina, 51 anni, di Lampedusa, Salvatore Spalma, 30 anni, di Agrigento, e Francesco Sacco 53 anni, di Porto Empedocle.

La procura di Palermo ha fatto scattare un nuovo fermo per gli scafisti che continuavano a gestire gli sbarchi “fantasma”, a bordo di potenti gommoni, alcuni già sequestrati dalla Guardia costiera. Tremila euro per un viaggio.

Con i fermi è scattato anche il sequestro del tesoretto degli scafisti. Tutto in Sicilia. Il provvedimento firmato dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Marzia Sabella, dai sostituti Gery Ferrara, Claudia Ferrari e Federica La Chioma. I sigilli sono stati apposti al ristorante di Mazara, a una casa bunker, che si trova a Marsala, a un un’azienda agricola. Sequestrati pure un cantiere nautico, due pescherecci e vari conti correnti su

Alcuni dei fermati stavano fuggendo in Tunisia, sono stati bloccati al porto di Palermo con 30 mila euro in contanti nascosti nell’auto.

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