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Agrigentino morto sul posto di lavoro, ancora sconosciute cause esplosione

Lo stabilimento dove si è verificato l’incidente sul lavoro, costato la vista al ventottenne operaio agrigentino Massimo Aliseo,  non è di proprietà della “Sapio Life”, come erroneamente riportato nei giorni scorsi, ma appartiene all’azienda “Mgc “ (Medical gas criogenici), sempre con sede in contrada “San Benedetto”, nella zona industriale di Agrigento.

Dopo questa precisazione sul fronte delle indagini, ancora ieri, non è emerso nulla sulle cause, che hanno provocato l’esplosione della bombola di gas per uso medico, la cui deflagrazione ha investito in pieno il giovane lavoratore, morto praticamente sul colpo. Sarà un esperto, incaricato dalla Procura, a fornire le risposte.

I carabinieri della Stazione di Aragona, invece, stanno cercando di verificare se tra le mansioni del ventottenne vi era anche quella di maneggiare, trattare e recuperare le bombole di ossigeno piene, e contestualmente accertare se siano state rispettate o meno le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Ascoltati diversi dipendenti della ditta.

L’azienda, attraverso una nota ricorda come “la Mgc da decenni operante nel settore dei gas medicali, risponde ai massimi standard di sicurezza del settore. L’incidente nel quale è stato coinvolto Massimo Aliseo rimane inspiegabile, sia dai tecnici dell’azienda, che da parte delle autorità intervenute sui luoghi, atteso che la società ha ottemperato a tutti gli obblighi di legge connessi alla sicurezza sul posto di lavoro, ed ha sempre avuto grande attenzione agli aspetti legati all’incolumità dei propri dipendenti”.

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