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Uccise lo zio per contrasti economici, chiesta condanna a 18 anni per licatese

Il pubblico ministero Alessandra Russo ha chiesto la condanna a 18 anni di reclusione a carico del diciannovenne licatese Giuseppe Volpe, reo confesso dell’omicidio dello zio, Giacinto Marzullo, 52 anni, agricoltore e muratore, ammazzato a colpi di pistola, per dei contrasti di natura economica.

Il processo, con il rito abbreviato, è in corso di svolgimento davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. La richiesta di pena, senza la riduzione di un terzo, sarebbe stata di 27 anni di carcere.

La psichiatra Cristina Camilleri, nominata perito dal Gup, che ha visitato l’imputato, è arrivato alla conclusione, che al momento del fatto era (ed è ) capace di intendere e di volere. Marzullo è stato ucciso il 18 agosto dell’anno scorso, in un terreno vicino alla rotonda della località balneare di “Mollarella”, a Licata.

 

Due giorni dopo i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, su incarico della Procura della Repubblica, hanno sottoposto a fermo Volpe, figlio della sorella della vittima, che avrebbe sparato dopo l’ennesimo litigio, per questioni di natura economica. La vittima infatti accusava la sorella di essersi appropriata per diversi anni della pensione dell’anziano padre e di altri 150 mila euro. provenienti da una zia.

Volpe aveva confessato alla polizia di avere ucciso lo zio con quattordici colpi di pistola, detenuta legalmente, e dopo l’omicidio gettata in un canalone di acque reflue. Arma che è stata recuperata.

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