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Uccise insieme a padre e fratello proprietario magazzino. Palmese condannato a 12 anni

I giudici della Corte di Appello di Palermo, dopo l’annullamento della sentenza da parte della Cassazione, hanno ridotto la condanna al palmese Raimondo Bonfanti, trentaduenne, riconosciuto colpevole di avere ucciso il compaesano Nicolò Amato, insieme al padre Vincenzo e al fratello Nicola, già condannati in un altro stralcio del processo. 

 

Dodici anni e 2 mesi di reclusione è la pena inflitta a carico di Raimondo Bonfanti. Inizialmente la condanna era di 18 anni. I fatti contestati sono avvenuti a Palma di Montechiaro, il 22 aprile 2011, giornata del Venerdì Santo.

 

Amato, che aveva affittato ai Bonfanti i locali del bar pizzeria “La Fontana”, a Palma, non avrebbe ricevuto i soldi relativi al pagamento di alcune bollette, e avrebbe messo i lucchetti alle saracinesche, per impedire ai tre di accedere nel locale.

Per vendicarsi del presunto torto subito, i Bonfanti avrebbero organizzato l’agguato, proprio davanti all’esercizio commerciale.

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