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Inchiesta “Totem”, gioco d’azzardo e scommesse clandestine. Imputati tutti assolti

La seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento (presidente Giuseppe Miceli, con a latere Antonio Genna e Vincenzo Ricotta), ha assolto tutti i 31 imputati dell’inchiesta denominata “Totem”. Si tratta dell’inchiesta che fece luce su un presunto un di soggetti dediti al gioco d’azzardo e alle scommesse clandestine.
Secondo la Procura di Agrigento, che ha coordinato le indagini della Guardia di finanza, gli indagati distribuivano a gestori di esercizi pubblici apparecchi del tipo “Totem” che, si collegavano ai siti internet privi di concessione e consentivano il gioco d’azzardo e le scommesse illegali.
Apparecchi, infatti, che erano stati fraudolentemente dotati di connessione ad internet, nonché di un lettore di banconote e di smart-card, proprio allo scopo di consentire la raccolta di scommesse clandestine ed il gioco d’azzardo on-line. Il pubblico ministero Antonella Pandolfi, durante la sua requisitoria, aveva chiesto, per tutti, la condanna. Il Tribunale ha, invece, assolto tutti i 31 imputati. La maggior parte degli imputati è stata rappresentata e difesa dall’avvocato Salvatore Pennica (nella foto). 

Si tratta di Vincenzo Corvitto, ritenuto “il promotore dell’organizzazione”; Angelo Tardino; Luca Parenti; Sergio Cantavenera; Calogero Marco Cammilleri; Salvatore Bonelli; Donato Rizzi; Evelin Grillo; Teresa Corvitto; Melchiorre Bruna; Alessandro Aronica; Angelo Vitali; Salvatore Morello; Angelo Esposito; tutti di Licata; Fabio Agnello, Alberto Lo Presti, entrambi di Mazara del Vallo; Benedetto Bacchi, nato a Palermo e residente a Partinico; Alfio Mangion, di Catania; Felice Carlo, di Conegliano, ma residente a Salemi; Antonino Gaetano Epaminonda, di Catania; Davide Schembri, di Agrigento; Cristiano Morando Valenti, di Erba (Como), residente a Misterbianco (Catania); Angelo Gaetano, di Salemi, residente a Marsala; Dante Taranto, di Napoli; Giovanni Luca Impellizzeri, di Catania; Antonio Martorana, di Canicattì; Angelo Lo Coco, di Campobello di Licata; Vito Giuseppe Brancato,  nato a Caltanissetta, residente a Ravanusa; Salvatore Spampinato, di Catania, ma residente a Licata; Gioacchino Cottitto, di Palma di Montechiaro; Gaetano Giovanni Farruggio, di Palma di Montechiaro.

I reati contestati erano associazione per delinquere, scommesse clandestine ed esercizio abusivo del gioco d’azzardo. Ingenti somme di denaro relative a giocate effettuate con i “Totem”, apparecchiature ufficialmente predisposte per fini leciti, ma di fatto terminali di gioco facenti parte di una rete attrezzata per il gioco d’azzardo on-line illegale (principalmente poker e roulette) e per la raccolta irregolare di scommesse sportive (realizzate con bookmakers stranieri non autorizzati ad operare in Italia). Questi apparecchi, infatti, erano stati fraudolentemente dotati di connessione ad internet nonché di un lettore di banconote e di smart-card, proprio allo scopo di consentire la raccolta di scommesse clandestine ed il gioco d’azzardo on-line.

 

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