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Agrigento, infiltrazioni terroristiche: dalla Procura partì l’allarme. Sbarchi in calo

“Voglio ricordare che da questa Procura è partito l’allarme per eventuali infiltrazioni di terroristi nelle piaghe dell’immigrazione. Gli sbarchi fantasma non ce li siamo inventati noi o i giornali, ma abbiamo alzato la voce, quando ritenevamo, soprattutto dopo la rottura del fronte Isis, molti terroristi e fiancheggiatori stavano facevano rientro in Tunisia, e vi era il concreto pericolo che, potessero passare dalla stessa Tunisia all’Europa”.  Lo ha detto il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio, durante la conferenza stampa tenuta per illustrare il fermo di una nave ‘madre’ e l’arresto di sei presunti scafisti, tutti sedicenti egiziani.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha dato anche le cifre dell’immigrazione clandestina. “Nell’ultimo biennio – continua il capo della Procura – registriamo un meno 78 per cento. A prescindere da come viene percepita dall’opinione pubblica la problematica immigrazione, il dato certo è che abbiamo un meno 78 per cento. E questo per vari motivi: un’attività governativa, un’attività internazionale, un mutamento dei fenomeni internazionali, e la repressione che si fa nel Canale di Sicilia, come nell’ultimo caso in ordine di tempo”.

Tuttavia le cifre continuano ad essere rilevanti. Dal primo gennaio scorso al 25 novembre 2018, sulle coste della provincia di Agrigento registrati 207 sbarchi, con l’arrivo di 3.753 persone, e di queste 738 minori non accompagnati. “Non è uno sforzo semplice, fronteggiare 207 sbarchi fino a novembre – prosegue Patronaggio -. Se poi prendiamo il dato che va dal primo settembre al 25 novembre, abbiamo avuto 73 sbarchi, 1.282 persone, 248 minori non accompagnati e, a fronte di questo fenomeno, in questi tre mesi noi abbiamo reagito con 16 arresti per favoreggiamento, 14 arresti per reingresso illegale”. Complessivamente dall’1 gennaio ad oggi sono 22 i soggetti arrestati per favoreggiamento e 34 per reingresso illegale sul territorio nazionale.

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