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Oggi, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, si è svolto, nelle sale della Effetto Arte Gallery di Palermo, l’inaugurazione della mostra Mi fido di te.

Una mostra dedicata alle donne, che muovendo dal tema della violenza, si allarga ad affrontare la tematica femminile, come discorso culturale ed emozionale.

Lo scopo è quello di sensibilizzare il pubblico su questioni importanti come stalking, discriminazioni, femminicidi, maltrattamenti e diffondere, attraverso l’arte, la cultura del rispetto.

Mi fido di te dunque, porta in primo piano il tema attualissimo della violenza di genere, ma al tempo stesso omagia la donna in tutte le sue forme e vesti: perché mamma, moglie o donna in carriera, lei è l’emblema della vita, della forza, della bellezza, icona dell’arte di tutti i tempi e va sacralmente rispettata.

È innegabile che il mondo ha fatto enormi passi su temi importanti come la parità dei sessi, l’emancipazione femminile e il ruolo della donna nella società e in coppia. Ancora oggi, sono troppe le donne che continuano a subire discriminazioni e violenze, la cronaca infatti ci parla sempre più di casi di maltrattamenti, femminicidi, amori malati, violenze domestiche e discriminazioni sociali, spesso operati da chi, invece, istituzionalmente o biologicamente, quelle donne dovrebbe amarle e proteggerle.

La mostra si pone dunque come lavoro culturale per dire basta, lasciare un segno, provare, attraverso la cultura, a cambiare le cose. Perché la cultura, mezzo di sensibilizzazione e progresso, può muovere la sensibilità sociale, in un momento storico in cui la coscienza collettiva sta maturando e aumentando. Questa mostra è una denuncia dunque, ma non solo, un messaggio di speranza, perché non tutti gli uomini sono uguali. “Mi fido di te”, perché nonostante la cronaca e l’esperienza personale, non bisogna smettere di fidarsi.

 

La mostra vede la partecipazione di cinquanta artisti, selezionati dallo Storico dell’Arte Caterina Randazzo per qualità stilistiche e sensibilità artistica di indubbio valore, coniugate con l’attenzione dimostrata al tema trattato: la violenza sulle donne. Fra le opere scelte sono presenti pitture, sculture, incisioni, fotografie, installazioni, video e oggettistica di alto artigianato. Fra gli artisti ammessi, ci sono molte vittime di varie forme di violenza e questo ha contraddistinto questo progetto come qualcosa di più di una semplice mostra.

La presentazione è stata curata da Caterina e Rosy Randazzo. In particolare, Caterina Randazzo, storico e critico d’arte laureata alla facoltà di Lettere dell’Università degli studi di Palermo, è curatrice, articolista e si occupa da oltre un decennio di mostre, eventi culturali e articoli sul mondo dell’arte. È ideatrice e curatrice della mostra Mi fido di te, un evento che ha fortemente voluto poiché anche lei è vittima di reato sessuale. Il 20 dicembre si concluderà il primo grado di una vicenda giudiziaria iniziata nel 2013, quando lavorava, come membro del comitato scientifico di selezione, alla Prima Biennale d’Arte di Palermo.

 

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