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Interdittiva antimafia, Girgenti acque ricorre al Tar

Il Consiglio di amministrazione di “Girgenti Acque” ha incaricato i propri legali di impugnare davanti al Tar della Sicilia l’interdittiva antimafia, nei confronti della società, firmata dal prefetto di Agrigento Dario Caputo.

Il provvedimento porterà a delle quasi scontate ripercussioni, immediate, in seno alla società dell’imprenditore agrigentino Marco Campione, come la revoca degli affidamenti, e il blocco delle gare in corso, mentre la gestione delle acque e dei depuratori sarà affidata ad un commissario.

Le attività delle Forze di Polizia, sulle presunte condotte di Marco Campione, hanno indotto il Prefetto a negare la certificazione antimafia.

“Sotto questo profilo – scrive la Prefettura – non va sottaciuto che il concetto di attualità del pericolo di infiltrazione mafiosa, tendente a condizionare le scelte e gli indirizzi della società, si caratterizzi autonomamente e si distingua da quello di novità, imponendo la valutazione più approfondita possibile di ogni elemento sintomatico della permanenza e della concretezza del rischio. Sul piano della valutazione personale, inoltre, lo stesso Tribunale di Agrigento, nel rigettare (il 4 febbraio 2016) la proposta di applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali nei confronti dell’interessato, ha riconosciuto la fondatezza sia pure di un “mero sospetto” della pericolosità sociale di Campione. Tale sospetto, benché ritenuto insufficiente in sede giurisdizionale ai fini repressivi e sanzionatori ivi previsti, non può tuttavia essere trascurato in questa sede, in cui è necessario prendere in considerazione i medesimi elementi sul piano  – affatto diverso  – della prevenzione e della tutela della sicurezza del sistema socio-economico, demandate dalla legge alla competenza delle Prefetture”.

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