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Emessa certificazione antimafia interdittiva a Girgenti Acque

Emessa dal prefetto di Agrigento, Dario Caputo, una certificazione antimafia interdittiva a carico della società “Girgenti acque”. Sono stati i poliziotti della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Agrigento, a  notificargli il provvedimento che, annulla le due precedenti positive certificazioni antimafia, l’ultima delle quali rilasciata, nell’agosto del 2015, dall’allora prefetto Nicola Diomoede. Questa decisione è riconducibile ad un’indagine della Direzione investigativa antimafia di Agrigento che, ha integrato le precedenti informative.

Nel documento di 36 pagine vengono ribaltati i precedenti esiti amministrativo-giudiziari, inducendo il Prefetto a negare la certificazione antimafia. Adesso per la società, gestore del servizio idrico in molti comuni dell’Agrigentino, il futuro si presenta “ricco” di insidie. Il presidente di Girgenti acque, Marco Campione, non rilascia dichiarazioni, e ieri stesso, ha incontrato i suoi avvocati.

Tutto questo mentre è in corso una altrettanto delicata inchiesta giudiziaria, condotta dalla Procura della Repubblica di Agrigento (procuratore aggiunto Salvatore Vella, e dai pubblici ministeri Alessandra Russo e Paola Vetro), che conta al momento oltre settanta indagati, tra cui l’ex prefetto Diomede, finito sotto indagine proprio per aver concesso la certificazione nel 2015 a Girgenti Acque, Angelo Alfano, padre dell’ex ministro agli Interni ed Esteri, l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e ancora politici, avvocati e giornalisti.

I reati ipotizzati sono tra gli altri, associazione per delinquere, truffa, corruzione, riciclaggio e inquinamento ambientale.

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