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Agrigento, Davide Schembri si difende: “Non ho nulla a che fare con le scommesse illegali”

“Non ho nulla a che fare e non ho mai avuto alcun rapporto commerciale, né di amicizia, con questo Danilo Iannì. Me lo ha presentato un mio amico, e mi chiese di aiutarlo ad aprire alcune piattaforme di scommesse on line. Io stesso ho lasciato morire il rapporto, non mi piaceva come persona”.

Si difende Davide Schembri, il 43enne di Agrigento fermato assieme ad altre 68 persone (in tutta Italia) nell’ambito dell’inchiesta “Galassia”, che he ipotizza l’esistenza di una rete di scommettitori on line su piattaforme illegali. A Davide Schembri, oggetto anche di sequestro preventivo di beni, viene contestata l’associazione  (416 bis), con il ruolo di promotore.

Secondo le accuse l’agrigentino, ex proprietario della “Goldbet” di Agrigento, avrebbe gestito una serie di società estere, tra cui l’austriaca “Bd Group GmbH”, prive di concessione nazionale, che avevano la titolarità di siti internet tra cui “Sportbet75.net”.

L’uomo è comparso, ieri mattina, davanti al gip del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella, che lo ha interrogato per rogatoria e che dovrà decidere se convalidare, o meno, il fermo, e se applicare una misura cautelare.

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