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Mafia, sentenza “Nuova Cupola”: 3 anni a Sutera, quasi 12 anni per Ribisi

In totale cinque processi e due passaggi in Cassazione, non erano bastati per mettere il “sigillo” finale sullo stralcio abbreviato dell’inchiesta antimafia “Nuova Cupola”, che all’alba del 26 giugno del 2012, ha fatto scattare l’imponente blitz della Squadra Mobile di Agrigento, che hanno eseguito 55 misure cautelari, nei confronti dei nuovi boss, uomini d’onore, e affiliati mafiosi delle famiglie della provincia di Agrigento, alle prese con una riorganizzazione dell’organigramma di Cosa Nostra, dopo la cattura dei capimafia Giuseppe Falsone e Gerlandino Messina.

I giudici della Suprema Corte, lo scorso 27 marzo, avevano disposto un annullamento con rinvio, disponendo il terzo processo di appello, per 9 imputati. Oggi i giudici della seconda sezione penale della Corte di Appello di Palermo, hanno emesso la sentenza. Alcune aggravanti sono state escluse. Le condanne vanno da un minimo di 3 anni di reclusione, ad un massimo di 12 anni.

Per il sambucese Leo Sutera, la condanna a 3 anni di reclusione (pena scontata) è stata confermata. Inflitti 11 anni e 10 mesi di reclusione al palmese Francesco Ribisi, 36 anni, ritenuto il numero due di Cosa Nostra agrigentina (stessa pena era stata chiesta dal procuratore generale). La sentenza dell’appello “bis” era stata, invece, di 15 anni e 4 mesi.  Complessivi 12 anni per Giovanni Tarallo, 33 anni, di Santa Elisabetta. Nell’appello “bis” la sua condanna era stata 15 anni 2 6 mesi (11 anni e 10 mesi proposti dal Pg).

Fabrizio Messina, 43 anni, di Porto Empedocle, fratello del capomafia Gerlandino, è stato condannato a 4 anni di carcere. La precedente sentenza era stata, invece, di 6 anni (5 anni e 4 mesi la richiesta del Pg).

Sette anni e 6 mesi di reclusione la condanna a Luca Cosentino, 42 anni, di Agrigento. La precedente sentenza era, invece, di 10 anni e 8 mesi (il Pg chiedeva 10 anni, 6 mesi e 20 giorni). Sette anni e 8 mesi inflitti a Pietro Capraro, classe 1985. Era stato condannato a 7 anni e 2 mesi.

Giuseppe Infantino, 37 anni, è stato condannato a 8 anni, 10 mesi e 10 giorni di reclusione, mentre la precedente condanna era stata di 11 anni e 8 mesi (9 anni la richiesta del Pg). Natale Bianchi, 41 anni, di Palermo, residente ad Agrigento, la condanna è di 8 anni, 6 mesi, e 20 giorni, mentre la precedente sentenza era di 9 anni e 10 mesi.

Per l’imputato Antonino Gagliano, classe 1972, condannato a 8 anni di reclusione, la sua posizione è stata stralciata, e verrà giudicato a il 15 aprile prossimo.

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