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RICONOSCERE LO STATO DI CALAMITA’ NATURALE A SEGUITO DELLA COMPROMESSA RACCOLTA DI UVA A CAUSA DEL “CRACKING”

Il Vice Presidente Vicario dell’Ars, On. Roberto Di Mauro, ha presentato una mozione, con la quale impegna il Governo regionale a riconoscere lo stato di calamità naturale su tutto il territorio della Sicilia, a seguito della compromessa raccolta di uva da tavolain particolar modo nell’agrigentino, a causa del fenomeno del “Cracking” o spaccatura del frutto.

L’iniziativa del parlamentare fa seguito al grido d’allarme lanciato, da diversi mesi, da agricoltori, produttori ed agronomi, per i quali anche l’attuale stagione agricola, legata alla raccolta dell’Uva Italia, è fortemente a rischio per la presenza di tale fisiopatia. E ricordano come già nove anni fa, nel 2009, il comparto della zona del canicattinese visse una delle stagioni peggiori in fatto di raccolta di uva, per la presenza, appunto, del “Cracking”, dovuto, secondo le analisi degli esperti, tra gli altri, alla gestione idrica, alla situazione climatica, alla suscettibilità della varietà “Uva Italia” e di prodotto. Inoltre, secondo gli agronomi, le giornate molto calde e secche di due settimane fa hanno provocato una forte domanda evapotraspirativa, senza contare che nella quasi totalità delle aziende non è mai presente un sistema di monitoraggio dell’acqua nel terreno, quindi è molto facile che ci siano stati eccessi di irrigazione o ancora peggio difetti di irrigazione in giorni in cui la domanda evapotraspirativa era molto alta.

Considerato che l’annata agraria 2018 per l’uva da tavola sarà ricordata, oltre che per la difficile situazione dei mercati, anche per il cracking, fenomeno che sta colpendo  la Sicilia, soprattutto le aree di  Canicattì e  Mazzarrone, tanto che il Comune della provincia di Catania ha richiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità e nei prossimi giorni uguale proceduta avvieranno anche i Comuni della Provincia di Agrigento, Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata, Naro, Camastra, Palma di Montechiaro e ritenuto che la partenza a macchia di leopardo della frammentata produzione precoce siciliana ha determinato un inizio al ribasso (-15/20% dei prezzi) che, in giorni di piena stagione come questi, quando sono appena entrati in produzione anche Puglia, Spagna e Marocco, determinano prezzi al produttore che non arrivano neanche a 50 centesimi con picchi in discesa fino a 30 quando la copertura dei costi sarebbe garantita dai 70 centesimi al chilo in su. E, ancora, accertato che l’entità dei danni verificatisi nell’annata 2018 può considerarsi eccezionale a causa di una combinazione di condizioni ambientali particolarmente favorevoli al cracking sia in fase di allegagione che in fase di post-invaiatura, il Vice Presidente dell’Ars, On. Roberto Di Mauro, impegna il Governo della Regione, con la presente mozione, a  riconoscere lo stato di calamità naturale  nel  territorio della Regione Siciliana ove la produzione dell’uva, denominata “Uva da tavola di Canicattì”, risulta essere quantitativamente e qualitativamente danneggiata da fisiopatie della vite conseguenti a fenomeni di cracking (o spacco). E ancora, impegna il Governo a   recepire,   tempestivamente, ogni  iniziativa   finalizzata  alla quantificazione   dell’entità  dei    danni   alle  produzioni  in  coerenza  con   quanto previsto dalle legislazioni in materia.

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