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Omicidio Carità, Cavallaro resta in carcere

Il fermo non è stato convalidato perché non c’era pericolo di fuga. Ma il Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha applicato lo stesso la misura cautelare in carcere nei confronti di Orazio Rosario Cavallaro, 61 anni, di Ravanusa, ritenuto il killer dell’imprenditore agricolo licatese Angelo Carità, ucciso nel giorno di Pasquetta, con tre colpi di pistola calibro 9, in via Palma. Cavallaro resta in carcere, perché a suo carico, sussistono gravi indizi di colpevolezza

Nel corso dell’udienza di convalida, Cavallaro, difeso dall’avvocato Antonino Casalicchio, aveva respinto ogni accusa, affermando che il giubbotto, su cui i carabinieri del Ris di Messina hanno rinvenuto tracce di sangue della vittima, gli era stato dato dalla Caritas. “Quel giubbotto non è mio, l’ho ricevuto dalla Caritas, insieme ad altri indumenti e alimenti. Non so niente delle tracce di sangue di Angelo Carità”.

Un’auto appartenente alla moglie di Cavallaro, lui Sorvegliato speciale non ha la patente di guida, è stata ripresa da alcune telecamere, di impianti di video sorveglianza di esercizi commerciali. Alla guida si vedrebbe proprio il sessantunenne. “Stavo facendo un giro in auto, ma non ho ucciso Carità”, ha detto.

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