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Agrigento, la morte di Pierino Tutino. L’avvocato Pennica: “Riesumate la salma, fu omicidio”

L’avvocato Salvatore Pennica (nella foto) è tornato a chiedere l’autopsia e nuove indagini per la morte del cinquantaquattrenne agrigentino, Pierino Tutino. Secondo la tesi legale, sostenuta anche dalla famiglia, Tutino non è morto in un incidente stradale, ma sarebbe stato ucciso. Per questo motivo, l’avvocato Pennica, si è opposto per la seconda volta alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Chiara Bisso, basandosi anche sulla consulenza tecnica, redatta dall’ingegnere Andrea Milano, che non chiarisce i fatti.

“Riesumando la salma di Pierino Tutino, con l’autopsia si possono avere tutte le risposte agli interrogativi”. Il Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, nelle prossime ore, deciderà se far proseguire l’inchiesta, attualmente a carico di ignoti. Tutino è stato coinvolto in una rovinosa caduta sul selciato stradale, unitamente ad un altro motociclo, con a bordo due suoi conoscenti, uno dei quali afferma il legale “si è allontanato, subito dopo l’impatto e l’incidente, facendo perdere le proprie tracce, e solo dopo un paio di ore è riapparso in ospedale, dove ricevuto un contenitore per il deposito delle urine, si è ulteriormente allontanato per un’ora, per ivi riportare il contenitore all’operatore sanitario”.

Perché? Si chiede il difensore. Il cadavere del cinquantaquattrenne, precipitato da poco meno di venti metri, fu trovato sotto la bretella di collegamento fra piazzale Rosselli e la strada statale 189. Tutino prima del sinistro si era intrattenuto con 4 o 5 soggetti in un bar del viale della Vittoria. Probabilmente sarebbero nati alterchi o dissidi intercorrenti tra i presenti per motivi sconosciuti.

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