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Canicattì, il giorno della “Memoria” 28 anni fa la mafia uccideva il Giudice Rosario Livatino.

Sono trascorsi 28 anni da quando la mafia ha ucciso in un agguato il Giudice Rosario Livatino. Stamattina, di buon ora omaggio floreale alla tomba del magistrato presso il cimitero di via Nazionale. Poi la messa nella chiesa che frequentava San Domenico. Gli appuntamenti proseguono con il ricordo alla stele lungo la 640, in contrada Gasena nel punto esatto dove Rosario Livatino venne attinto dai colpi sparati dai killer. Domani in città altro appuntamento con “Giustizia, memoria e corresponsabilità per contrastare mafie e corruzione” è il tema dell’incontro che si svolgerà, alle 16.30, in occasione della “Settimana della legalità” in memoria dei giudici Rosario Livatino, Antonino Saetta e del figlio Stefano. L’evento è organizzato dalla Postulazione della causa di canonizzazione del Servo di Dio Rosario Livatino e dal presidio Libera di Raffadali “Vincenzo Mulé”. Un incontro per riflettere sul ruolo che i cittadini rivestono, con le istituzioni, nel contrasto a mafie e corruzione. “A una realtà criminale organizzata diviene necessario rispondere con una società civile corresponsabile e consapevole del proprio ruolo, dei propri diritti e doveri – si legge in una nota –. Tra questi, il dovere della memoria di chi è rimasto vittima della violenza mafiosa per mantenere viva la loro voglia di cambiamento ed essere, sul loro esempio, costruttori di giustizia sociale”. Il tema verrà affrontato assieme al procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, alla vicepresidente di “Libera”, Enza Rando, a don Giuseppe Livatino, Postulatore della causa di canonizzazione del giudice ucciso dalla mafia, a Dario Caputo, prefetto di Agrigento.

 

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